LUIGI VI, detto il Grosso, re di FRANCIA. - Figlio del re Filippo I di Francia, n. a Parigi probabilmente nel 1081, m. il 1° ag. 1137. Secondo l'uso dei Capetingi, era stato associato alla corona mentre era vivo suo padre, Filippo I, verso il 1098. Soprannominato «il Grosso», a causa della sua obesità, fu anche chiamato «il Battagliero», dai vassalli feudali, ai quali voleva imporre il rispetto della sua autorità di sovrano e signore.
Gli sforzi di L. VI, tuttavia, annunciano «il risveglio del regno» (Luchaire). Egli si vale dei consigli del suo amico Suger, abate di St-Denis, si affranca dalla tutela dei grandi ufficiali (siniscalco, cancelliere), spogliando dalle loro funzioni gli ambiziosi. L. VI dispose di un dominio pacificato e ben amministrato. I preposti alle sue terre reclutano soldati e amministrano la giustizia. L. VI punì i grandi signori dediti al brigantaggio, come il sire di Coucy e il sire di Puiset, con il concorso e l'aiuto dei contadini.
Il Re si assicura anche la fiducia dei borghesi delle città del suo dominio e fuori, sostenendo, ad es., il movimento comunale a Laon contro il vescovo Gaudry, e confermando le carte di franchigia, ad es., a Beauvais (1115). Il Re può anche contare sull'appoggio del clero, di cui incoraggia la riforma, e del Pontefice, che egli sostiene nella sua lotta contro l'Impero. Il prestigio e l'autorità di L. VI si manifestano nel 1124, quando tutti i baroni si raggruppano intorno a lui per resistere all'invasione del regno da parte dell'imperatore Enrico V. BIBLICA.: A. Luchaire, Louis VI le Gros, Parigi 1890; E. Lavisse, Hist. de France, II, 1, ivi 1901, pp. 311-31; A. Longnon, La formation de l'unité française, ivi 1922; H. Waquet, La vie de Louis VI le Gros par Suger, ivi 1929; Ch. Petit-Dutailis, La Monarchie féodale, ivi 1933; id., Les Communes françaises, ivi 1947; R. Fawtier, Les Capétiens et la France, ivi 1942. Guglielmo Mollat