MACCH, ERNST

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MACCH, ERNST. - Fisico e filosofo tedesco, n. a Turany (Moravia) il 18 febbr. 1838, m. a Haur (Mo-naco) il 19 febbr. 1916. Insegnò fisica all'Università di Graz e di Praga, e filosofia a Vienna. Celebre

per il suo «empiricriticismo», è l'iniziatore e princi-pale rappresentante della moderna critica della scienza.

Opere principali: Die Mechanik in ihrer Entwick-lung historisch-kritisch dargestellt (Lipsia 1883; trad. II. di D. Gambioli, Roma 1908); Populärwissenschaftliche Vorlesungen (ivi 1896; tr. II. di A. Bongioanni, Torino 1900); Die Analyse der Empfindungen, ecc. (Jena 1900; trad. II. di A. Vaccaro e C. Cessi, Torino 1903); Erkenntnis und Irrtum (Lipsia 1905; trad. francese di M. Dufour, Parigi 1908).

Puro positivista ed empirista, il M. riduce la realtà alla sensazione e nega ogni realtà oltre l'esperienza. La scienza ha valore puramente pratico, come mezzo di adattamento nella lotta per la vita; e l'uso dei concetti e del linguaggio, il metodo scientifico, la formazione delle leggi e ipotesi fisiche, sono dovuti esclusivamente al principio di economia per cui ogni individuo cerca rispar-miarsi il maggior numero di esperienze dirette con l'aiuto di rappresentazioni e simboli mentali. Vanno però re-spinte le ipotesi che introducono entità metafisiche o fisiche, p. es. le teorie atomiche e il meccanismo. La scienza si limita alla descrizione dei fatti ed enunciazione delle leggi; e queste valgono come semplici restrizioni che, guidate dall'esperienza, si prescrivono alla attesa dei fenomeni. Peraltro, in tanto il M. sfugge alle conse-guenze scettiche dell'empirismo humano, in quanto fa della sensazione stessa un assoluto c, quindi, della scienza una metafisica delle sensazioni.

BIBL.: F. Reinhold, M. Erkenntnistheorie, Lipsia 1908; M. H. Bolge, Die Naturphilosophie V. E. M., Berlino 1910; H. Henning, E. M., ecc., Lipsia 1915; Überweg, IV, pp. 304-396, 711 (bibl.); F. Amcri, Epistemologia, Brescia 1948, pp. 253-57.