Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Geografia Stati, regioni e città

MADAUROS (MDAOUROUCH)

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MADAUROS (MDAOUROUCH). - Nell'Algeria, dalla fine del sec. I colonia romana di veterani con il nome di Colonia Flavia Augusta Veteranorum. Fece parte della Numidia fino al sec. III d. C. Fu patria di Apuleio e s. Agostino vi studiò la grammatica (Confess., 1, 13, 21; 19, 30). Il cristianesimo vi si affermò ben presto come attestano i suoi quattro martiri (v. sotto).

Fu sede vescovile. Tra i suoi vescovi sono noti Placentinus, ricordato negli atti della Conferenza di Cartagine del 411, di cui si è ritrovato un frammento dell'epitafio (P. Monceaux, in Comptes-Rendus de l'Acad. des Inscriptions et belles lettres, 1915, p. 32) e Pudentius del 484. M. era ancora in gran parte pagana al tempo di s. Agostino (Ep. 232 ad Madaurenses idololatros : PL. 33, 1025-29).

A nord-ovest dell'abitato si è ritrovata una basilica cristiana circondata da sepolcri. Nella fortezza bizantina eretta da Salomone, ca. l'anno 539, resta l'iscrizione bilingue con croci greche (CIL, VIII, 1686). Fra la ricca messe epigrafica cristiana si ricordano: l'epigrafe di un presbitero Donatianus, morto nel 540 a M., «per fide catolica... relegatus» in esilio (S. Gsell, Inscriptions latines d'Algérie, I, Parigi 1922, n. 2759), come il suo collega Liberatus (loc. cit., n. 2760); essi forse appartenevano al clero di Cartagine come «Flavianus presbiter, serbus Dominicus sedis Kartaginensis» dell'anno 539 o 540; di un Peregrinus «presbiter religionis catolicae» (n. 2762); di un Teodoro diacono, ucciso «a Mauris», tra la fine del IV e l'inizio del V sec. (loc. cit., n. 2764). Caratteristiche le epigrafi di un Felix, preceduta dalle lettere I P & A M, variamente interpretate (loc. cit., n. 2774); e di Cecilio Emiliano, veterano «catholicae legi fidelissima mente inserviens» (loc. cit., n. 2766).

Bibliografia4 opere
BIBL.: S. Gsell, Monuments antiques de l'Algérie, II, Parigi 1901, p. 227; J. Mesnage, L'Afrique chrétienne, ivi 1912, pp. 338-339; S. Gsell, Inscriptions latines de l'Algérie, ivi 1922, p. 181 seg.; id. - Ch. A. Joly, M., ivi 1922.

Enrico Josi

I MARTIRI DI M

Sono così designati quattro martiri africani: Namphano, Miggin, Sanam e Lucitas, il cui culto è attestato da una lettera del retore pagano Massimo a s. Agostino.

Dal testo della lettera in cui Namphano è detto «archimartyr», qualcuno ha pensato che i quattro, o per lo meno il primo, fossero i protomartiri dell'Africa; nessuna prova però esiste di ciò. D'altra parte è ancor meno provata l'opinione che si tratti di fanatici donatiati giustiziati nel sec. IV per aver preso parte ai misfatti dei circoncellioni. Namphano e Miggin infatti sono commemorati nel Martirolagio geronimiano, rispettivamente il 18 dic. ed il 16 maggio e 15 giugno. S. Agostino poi, nella lettera di risposta a Massimo, mentre difende la punicità del nome Namphano, non fa alcun cenno, e avrebbe potuto farlo, della pretesa eresia dei martiri.

Bibliografia6 opere
BIBL.: s. Agostino, Epist., 16-17, in CSEL, 34, pp. 37-44; J. H. Baxter, The martyrs of M. a. D. 180, in Journal of Theological Studies, 26 (1924), pp. 21-37; Martyr. Hieronymianum, pp. 257, 326, 652; H. Delehaye, Les origines du culte des martyrs, 2ᵉ ed., Bruxelles 1933, p. 376 sg.; Fliche-Martin-Fruta, I, p. 315; Martyr. Romanum, p. 269.

Agostino Amore

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Di Enrico Josi, Agostino Amore

Fonte Enrico Josi: firma a stampa; Agostino Amore: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 1788–1789.

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Josi, Enrico, and Agostino Amore. “Madauros (Mdaourouch).” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 1788–1789. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/madauros-mdaourouch.

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Josi, Enrico, and Agostino Amore. “Madauros (Mdaourouch).” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1788–1789. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/madauros-mdaourouch.

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