MADAGASCAR. - È l'unica grande Isola del continente africano (con i suoi 585 mila kmq. di su-
perficie è la quarta della Terra), dal quale è separata per mezzo del Canale di Mozambico (400 km.). Consta di una elevata (da 800 a 2000 m.) platea centrale di vecchie terre, sormontata da cime vulcaniche (Ankaratra: 2607 m.), la quale, mentre scende ripida sulla costa orientale, digrada a terrazze sul lato opposto, dove la orlano ampie pianure alluvionali. Il clima è caldo, assai umido sul versante indiano battuto dagli alisci di SE., arido su quello africano; gli eccessi sono temperati invece con l'altezza nelle regioni interne. Alle rigogliose foreste tropicali che ammantano il primo si sostituiscono, nel secondo, steppe e savane. I territori meglio adatti ai bianchi corrispondono all'altopiano, che del resto occupa i 3/4 dell'isola.
Gli ab. (4,3 milioni), in grande maggioranza di origine malese (25 mila i Francesi, 15 mila gli stranieri) sono dediti all'agricoltura ed all'allevamento. Riso e manioca sono le colture prevalenti; si produce anche vaniglia, caffè, cacao, tabacco, banane, cotone, ecc. I bovini (6 milioni di capi) alimentano l'industria delle carni conservate. Cospicuo il patrimonio boschivo; e presenti, senza dubbio, tutt'altro che trascurabili risorse minerarie (oltre il carbon fossile, ferro, rame, piombo, nichel, amianto, fosfati; anche mica e oro, che sono coltivati); ma solo la grafite dà vita ad una apprezzabile attività estrattiva. L'Isola potrebbe produrre assai di più, se più curata (ap-
pena 885 km. di ferrovie e, in sostanza, un unico porto, Tamatave). La capitale Tananarive (163 mila ab., di cui 20 mila europei) sorge sull'altopiano a 1300 m. M. è dal 1946 Territorio d'oltremare della Repubblica Francese, con un'assemblea elettiva.
EVANGELIZZAZIONE. - Nel sec. XVI e precisamente nel 1540 e nel 1585 i Domenicani tentarono una missione nel M., che finì ben presto con l'uccisione dei missionari. Anche i tentativi fatti dai Gesuiti dal 1613 al 1630 non ebbero successo, benché Andrea Ramaka, figlio di un capo indigeno, fosse stato battezzato in Goa. Soltanto con la fondazione della colonia e fortezza francese di Fort-Dauphin al sud dell'Isola, nel 1642, poté essere iniziata un'attività missionaria regolare. Dopo l'arrivo di un sacerdote secolare nel 1643, i Lazzaristi vi giunsero nel 1648. Nonostante i grandi sacrifici (20 sacerdoti e 10 fratelli caddero vittime del clima micidiale e dei selvaggi indigeni) i frutti furono assai scarsi. Nel 1674, con la fine della colonia francese, la missione ebbe termine. Anche gli altri due tentativi dei Lazzaristi nel sec. XVIII, e cioè nel 1724 e nel 1784, andarono a vuoto.
Dal 1820 i protestanti lavorarono con frutto nel M., mentre ai cattolici l'Isola rimase chiusa. Nel 1829 il sacerdote secolare Enrico Solages fu nominato prefetto apostolico delle Isole del Mare del Sud, o Grande Oceano, includendo le Isole delle Réunion e del M.; morì nel 1832 viaggiando verso Tananarive. Il successore Delmond, della Congregazione dello Spirito Santo, riuscì ad erigere la missione nelle Isolette di S. Maria all'est di M. e nelle Isole di Nossibé e Mayotta all'ovest, le quali furono erette in prefettura apostolica nel 1848. In questo stesso anno il M. fu eretto in vicariato apostolico e nel 1850 assegnato ai Gesuiti, i quali, dopo un breve tentativo del 1856, riuscirono finalmente nel 1861 a fondare una missione stabile a Tananarive tra gli Hovas. La missione ben presto fece grandi progressi, malgrado le posizioni già conquistate dai protestanti, ai quali aveva aderito la stessa regina Ranavolana II. Nel 1871 i Gesuiti riuscirono ad estendere l'opera missionaria tra i Betsileos a Fianarantsoa. Durante le guerre tra gli Hovas e i Francesi nel 1885 e nel 1895 i missionari per breve tempo dovettero lasciare l'Isola. L'occupazione da parte dei Francesi (nel 1885 protettorato, nel 1896 colonia formata) ebbe al principio risultati favorevoli per le missioni. Nel 1896 e 1898 il M. fu diviso in 3 vicariati apostolici: M. centrale, con le missioni principali delle province Imerina e Betsileo, che rimase ai Gesuiti; M. settentrionale, con le Isole Comore, che fu assegnato ai Missionari dello Spirito Santo; M. meridionale, che fu affidato ai Lazzaristi. I Gesuiti organizzarono nel loro vicariato specialmente le scuole e l'istruzione su larga base, ma il settarismo del governo coloniale con la legislazione del 1905 distrusse in gran parte il loro lavoro. Ciononostante la missione, principalmente nelle province centrali, realizzò grandi progressi tra gli Hovas e i Betsileos; le altre tribù, invece, opposero una più grande resistenza all'evangelizzazione. Più tardi sopraggiunsero nuovi istituti missionari: nel 1899 i Padri della Salette, nel 1920 i Premostratensi, nel 1926 i Trinitari, nel 1932 i Cappuccini, nel 1933 i Montfortiani. Nel 1939 M. ebbe il primo vescovo indigeno nella persona di S. E. mons. Ignazio Ramarosandratana, vicario apostolico di Mianarivo.
Attualmente l'Isola è divisa in 9 vicariati apostolici e 3 prefetture apostoliche: Tananarive (1643 prefettura apostolica di M., 1848 vicariato apostolico di M., 1896 vicariato apostolico di M. settentrionale, 1898 vicariato apostolico di M. centrale, 1913 vicariato apostolico di Tananarive) affidato ai Gesuiti; Fianarantsoa (1913 vicariato apostolico), affidato ai Gesuiti; Diego Suárez (1898

(fot. Ene. Catt.)
del Buon Rimedio e le Missioni trinitarie, XIV, Roma 1939, pp. 55-60; A. Boudou, Les Jésuites à M. au XIXe siècle, 2 voll., Parigi 1942; A. Messmer, La préfecture apostolique d'Ambanja, in Missionnaires capucins, 27 (1947), n. 125, pp. 9-10; 28 (1948), n. 126, pp. 2-3; n. 127, pp. 8-9. Giovanni Rommerskirchen