MANTEGAZZA, GAETANO MARIA. - Missionario, n. a Milano l'11 apr. 1745, m. ad Amarapura (Birmania) il 4 ag. 1794. Gli fu imposto il nome di Cesare, che, entrato fra i Barnabiti, cambiò in quello di G. M. Ordinato sacerdote (1768), per due anni insegnò filosofia nel Collegio di S. Giovanni delle Vigne a Lodi; indi, nel 1771, iniziò il viaggio insieme al p. Marcello Cortenovis e sbarcò a Rangoon il 18 ott. 1772.
Per essere più preparato al lavoro missionario si rese padrone della lingua birmana e della lingua religiosa pati. Nel 1780 fu nominato vescovo di Massimianopoli in partibus e coadiutore di mons. Gherardo Cortenovis, vicario apostolico di Ava e Pegù, a cui successe ben presto, essendo questi morto prima che il M. fosse consacrato. Il 4 genn. 1784 partì per Roma, sia per farsi consacrare sia per evitare che i Barnabiti abbandonassero quella difficile missione. Consacrato vescovo e curata la stampa del suo Alphabetum Barmanorum seu regni Avenusis (1787), del Catechismus pro Barmanis, scritto da mons. Percoto, e di un libro di orazioni, nel genn. 1787 ripartì per la Birmania, ove giunse l'anno dopo e trovò la missione rovinata dalle guerre. Cercò di riorganizzarla con i pochi missionari a disposizione, ma i disagi e le fatiche lo condussero prematuramente alla morte che lo colse ad Amarapura, dove è seppellito. Lasciò una relazione che è chiamata Relazione dei regni di Ava e Pegù o anche Storia barmana, scritta in francese nel suo viaggio di ritorno in Europa (1784). Vi si parla della storia, lingua, usi, costumi e ricchezze dei regni Ava e Pegù e dei loro abitanti ed è stata pubblicata solo nel 1950. L'altro manoscritto, ancora inedito, è rappresentato dai Dinloghi tra un khieu selvaggio ed un siamese ex-talapoino, scritto a Roma nel 1785 o 1786, a complemento del capitolo della Relazione circa la religione dei Birmani.