MALAGRIDA, GABRIELE

Image from page 1120
Image from page 1120

MALAGRIDA, GABRIELE. - Gesuita, missionario, n. a Menaggio (Como) il 5 dic. 1689, m. sul rogo a Lisbona il 21 sett. 1761. Lavorò indefessamente per 30 anni (1721-54) nelle missioni del Brasile e del Maranhão, fondandovi anche case di ritiro per le donne, seminari per il clero e case di esercizi, e acquistandosi presso i Portoghesi e gli indigeni la fama di una virtù straordinaria.

Nel 1754 tornò in Portogallo dietro invito della Regina madre, che l'aveva conosciuto e assai apprezzato in un soggiorno temporaneo da lui fatto a Lisbona nel 1750, perché l'assistesse nell'ora della morte. Un libretto, pubblicato in occasione del terremoto di Lisbona del 1755, in cui il M. proclamava, come del resto molte altre opere delle stesse genere, ma troppo vivacemente, la necessità di riformare i costumi, la cui malvagità aveva attirato quel castigo, irritò il ministro Pombal, che fece bruciare il libretto per mano del carnefice ed esiliare l'autore a Setubal (1756). Richiamato a Lisbona e falsamente accusato di avere partecipato alla congiura dei Tavora contro il re Giuseppe I, il M. venne senz'altro gettato in prigione con altri 9 suoi confratelli, come colpevole di alto tradimento (1759). Due anni dopo, venne denunziato al tribunale dell'Inquisizione e condannato al rogo, per le colpe di eresia, false profezie, dottrine rivoluzionarie e falsa santità. Il giudizio dell'Inquisizione si fondò sopra due opere, che il M. aveva composto durante la prigionia, sulla vita di s. Anna e sull'Anticristo e vivacemente difese come, almeno in parte, rivelazioni, ma che in realtà tra-discono soltanto, con le loro ridicolazioni e sciocchezze, il fatto che il M. aveva perduto l'intelletto a causa della lunga e dura prigionia. Però per il delitto di alto tradimento e di eresia la prova non fu mai prodotta. Il M. fu strangolato e buttato sul rogo, ma egli protestò sempre la sua innocenza. Anche agli avversari dei Gesuiti quella condanna parve un assassinio legale e Clemente XIII proclamò il M. martire. Menaggio gli eresse un monumento nella chiesa parrocchiale (1887).

BIBL.: Sommervogel, V, coll. 394-95; Streit, III, 1091 sg.; e meglio ancora S. Leite, Hist. de Companhia de Jesus no Brazil, VIII, Rio de Janeiro 1949, pp. 340-50. Studi: C. Cordara, Saggi apologetici sul famoso processo e tragica fine del p. G. M., Venezia 1782, 1784; P. Mury, Hist. de G. M., Strasburgo 1864, 2a ed., 1890; F. Butina, Vida del p. G. M., Barcellona 1886; vers. II. Milano 1890; [G. Brunengo], Un monumento al p. M., in Civ. Catt., 13a serie, IX (1888, 1), pp. 30-34, 414-30, 650-79; Pastor, XIV, 1, pp. 586-93, 624-25; W. Kratz, Der Process Malagridas nach den Originalakten der Inquisition in Torre do Pombal in Lissabon, in Arch. hist. S. 7., 4 (1935), pp. 1-43, con ampia bibl. sulla questione.