MALAKAL, PREFETTURA APOSTOLICA DI

MALAKAL, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Nella parte meridionale del Sudan anglo-egiziano, eretta

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di Ceuta. La zona del protettorato marocchino è retta dal vicario apostolico di Tangeri.

il 10 genn. 1933 con il nome di Kodok e con territorio distaccato dai vicariati apostolici di Khartum e di Bahr el-Gazal e dalla prefettura apostolica di Bahr el-Gebel. Fu affidata ai Figli del S. Cuore di Gesù (Missioni africane di Verona), che vi lavoravano fin dall'inizio della missione, ma il 12 ag. 1938 per ragioni politiche la si dovette passare alla Società di S. Giuseppe di Mill Hill per le Missioni Estere. Il 14 luglio 1949 la denominazione di Kodok è stata mutata in quella di M., dal nome del luogo di residenza dell'Ordinario.

Il territorio è uno dei campi evangelici più difficili, perché, sebbene abitato da tribù pagane (Shilluk, Dinka, Nuez, Altezi) che formano una preponderante maggioranza numerica (ca. 695.000 su 715.000 ab.) e in mezzo alle quali potrebbe svolgersi un apostolato relativamente proficuo, non solo vi è in vigore il sistema delle zone, ma si trova anche sotto l'influenza governativa islamica, nonostante che i maomettani siano in esigua minoranza (ca. 15.000). Con il recente insediamento del Consiglio legislativo indigeno, composto quasi esclusivamente di musulmani, si parla anzi di unificazione politica anche nell'uso d'una sola lingua, l'arabo. Di modo che i missionari, datisi già allo studio delle varie lingue indigene e alle versioni dei catechismi nelle medesime, verranno a trovarsi dinanzi a nuove e non facilmente superabili difficoltà nelle relazioni e nell'insegnamento di fronte alle varie tribù.

La prefettura ha un'estensione di 204.800 kmq., con 712.000 ab., di cui 2388 cattolici, distribuiti in 4 parrocchie servite da 21 sacerdoti diocesani, coadiuvati da 4 comunità religiose femminili. Conta 6 istituti di educazione (Ann. Pont., 1951, p. 715).

Bibl.: AAS, 25 (1933), pp. 235-36; GM, p. 225; MC, p. 203; Archivio di Prop. Fide, Prospectus status missionis, nos. prot. n. 3521/49. Carlo Corvo