MALAFOSSA, GIACOMO. - Filosofo e teologo dei Minori Conventuali (detto anche Giacomo e Giacomino Bargius), n. a Barge (Cuneo) cs. il 1480, m. ivi nel 1563.

Fu un « elegante e spirituale scotista », come l'ha definito il Bertoni (v. BIBLICA). La sua partecipazione al Concilio Tridentino, attestata da vari scrittori dell'Ordine e non ancora confermata dagli atti ufficiali, rimase forse marginale: vi avrebbe tenuto o scritto un discorso; furono però consultati e apprezzati i suoi Commentaria in I Sent. Scoti (Padova 1560); pregato da vari padri conciliari, pubblicò nel 1546 la Dissertatio an quis scire possit se esse in gratia Dei.
Altri scritti: Quaestio de subiecto metaphysicae (Padova 1553); Oratio... ad obtinendam remissionem omnium peccatorum... (ivi 1562); lasciò inedita una Expositio in metaphysicae Aristotelis (a Ferrara), i Commentaria in II, III et IV Sent. Scoti, commenti alle epistole paoline.
Lorenzo Di Fonzo

La diocesi ha una superficie di kmq. 7226 con una popolazione di 665.500 ab., dei quali 660.120 cattolici. Conta 193 parrocchie, servite da 141 sacerdoti diocesani e 110 regolari, un seminario, 22 comunità religiose maschili e 95 femminili (1949).
Prescindendo dalla leggenda nazionale, che vorrebbe fondata questa diocesi da un discepolo dell'apostolo s. Giacomo, si deve ammettere la sua esistenza alla fine del sec. III, giacché un suo vescovo di nome Patrizio era presente nel Concilio Illiberitano. Si trovano alcuni presuli malacitani nei primi tempi della dominazione saracena, ma poi questa chiesa dovette quasi scomparire; tuttavia nei secc. XIII, XIV e XV si trovano alcuni vescovi titolari. Riconquistata M. dal re Ferdinando V e dalla regina Isabella, i quali fecero il solenne ingresso nella città il 19 ag. 1487, vi fu ristabilita nello stesso anno la sede episcopale; il primo vescovo residenziale fu Pietro Diaz de Toledo Ovalle, elemosiniere maggiore di questi sovrani. Per chiesa cattedrale fu adattata la moschea principale, purificata e consacrata con solenne rito liturgico, finché nel 1528 si costruì l'attuale edificio sotto il vescovo Cesare Riario, successore nella stessa sede del card. Raffaele, suo fratello, ambedue nipoti del papa Sisto IV. I lavori furono interrotti nel 1785, così che resta ancora incompiuta; essa è dedicata alla Annunciazione della Vergine Maria. La collegiata d'Antequera, fondata nel 1503 e soppressa nel 1851, fu ristabilita da Leone XIII; essa possiede preziose pitture del Murillo e incalcolabile ricchezza di paramenti antichi. Nella Cattedrale vi sono pure quadri del Cano, Coello, Morales e G. de Juanes e notevoli statue, una del Merra. La diocesi è dedicata alla Madonna della Vittoria. Patroni della città sono i martiri Ciriaco e Paola.
Fra le chiese, S. Maria della Vittoria, consacrata nel 1518; Cristo della Salute, già officiata dai Padri della Compagnia di Gesù che attualmente sono a S. Agostino; S. Giuliano, annessa all'Ospedale della carità, eretta nel 1669, con quadri del Guevara; S. Pietro, eretta a parrocchia nel 1658, poi passata a N. S. del Carmelo; S. Giuseppe, edificata nel 1545.
ARCHEOLOGIA. - Gli scavi eseguiti in S. Pietro di Alcantara di M., in località Vega del Mar, hanno rimesso in luce un cimitero cristiano e una basilica divisa da pilastri in tre navate; all'abside ne era contrapposta una seconda adibita a sepoltura e a destra dell'abside principale un battistero comunicante con la Basilica mediante archi sostenuti da colonne, con vasca crociforme, e con altra vasca rettangolare vicino.
La Basilica è posteriore al terremoto del 365, mentre i sepolcri appartengono al periodo visigotico (secc. VI-VII).