MANTEGAZZA, PAOLO. - Antropologo, igienista, scrittore, n. a Monza il 31 ott. 1831, m. a S. Terenzo (Liguria) il 26 ag. 1910. Laureatosi in medicina a Pavia, viaggiò in Europa e nell'America latina per conoscere costumi e razze. Ottenuta la cattedra nell'Università di Pavia, vi fondò il primo laboratorio di patologia generale e, passato a Firenze, il primo museo di antropologia.
Con scritti popolari, almanacchi e riviste, volgarizzò le sue teorie. Fu un convinto sostenitore del darwinismo, che applicò nelle ricerche e propugnò negli scritti; ma certe sue lezioni scientifiche si risolvevano in un sensualismo epicureo. Ebbe un suo successo e sembrò, a torto, che le sue pagine rappresentassero una vittoria del laicismo contro i pregiudizi clericali; finirono invece con il nuocere alla severità della scienza. Propugnò il neomalthusianismo e il libero amore, accettò il divorzio, la poligamia ed anche la poliandria.
Deputato dal 1865 al 1876, poi senatore, ha lasciato elementi autobiografici in Ricordi politici di un fantaccino di Montecitorio (1896). Scrisse due romanzi: Un giorno a Madera e Il Dio ignoto (1876). Delle altre opere sono espressamente all'Indice: Elementi d'igiene, decr. 22 marzo 1869; Gli amori degli uomini, decr. 25 giugno 1886; Fisiologia dell'amore, decr. 25 giugno 1886; Igiene dell'amore, decr. 25 giugno 1886, 14 luglio 1892; L'arte di prender moglie, decr. 14 luglio 1892; Fisiologia dell'odio, decr. 14 luglio 1892; Fisiologia della donna, decr. 14 luglio
