MANILIO

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MANILIO. - Nei codici anche Mallius, Manlius, con il prenome M. e C., poeta latino vissuto alla fine del Regno di Augusto. Di lui nulla si sa, salvo la composizione di un poema di cinque libri, in esem. metri, dedicato ad Augusto, dal titolo Astronomicon, ma di contenuto in realtà astrologico (v. ASTROLOGIA).

Dei cinque libri il primo, più propriamente astronomico tratta delle origini del mondo, del sistema cosmico geocentrico, delle sfere celesti, ecc.; il secondo descrive i segni dello Zodiaco: forma, istinti, divinità connesse, mutue relazioni con altre costellazioni; il terzo insegna il modo di prender l’oroscopo cioè osservare quali stelle si trovano all’orizzonte al momento della nascita, il che si fa rivolgendo ad Oriente e determinando la posizione del sole e dei pianeti, soprattutto dell’astro che si leva al momento preciso della nascita: dodici sono gli influssi fondamentali cui è soggetto l’individuo in corrispondenza

le sue arti di dominare il corso del fato: questo spiega il diffondersi, nell'epoca imperiale dei culti mistici e delle pratiche teurgiche.

BIBL.: G. Lanson, De Manilio poeta, Parigi 1887; P. Monceaux, Les Africains, ivi 1894, pp. 135-84. Nicola Turchi