MADIAN e MADIANI TI (ebr. Midhjān; Settanta Māšīav).
Nome di una regione a sud della Palestina (Ex. 2, 15) e dei suoi abitanti (Ex. 3, 1; 4, 19; 18, 1; Num. 24, 47), talvolta indicati con il patronimico « Madianiti » (Gen. 37, 38; Num. 25, 17).
Il nome, non riscontrato finora nei documenti assirobabilonesi o egiziani, è usato da Tolomeo (Māšīāyā: Geogr., VI, 7, 27), da Flavio Giuseppe (Antiq. Iud., II, 11, 1), da Eusebio (Māšīavā: On., 124, 8) e dal Corano per indicare una regione e città nell'Arabia lungo le coste orientali del Golfo Elanitico (el-'Aqabah). Secondo le indicazioni dei geografi arabi, Madian corrisponde alle rovine di Hawrah, presso l'oasi di el-Bed' o Moğā'ir Su'aib, ove si mostra la grotta dove pregava il profeta Su'aib, identificato con Iethro, e la fonte dove Mosè portava ad abbeverare il gregge del suocero.
Dalla regione centrale, originaria o almeno la più importante, Madian si estese nei paesi vicini: nella penisola del Sinai e in Transgiordania. La zona a cavaliere del Golfo Elanitico, dove si rifugiò Mosè fuggito dalla corte egiziana (Ex. 2, 15) e di cui Iethro era capo e sacerdote (ibid. 2, 15; 3, 1), chiamata Madian, è delimitata non lungi dal Sinai, fra Edom e Pharan, lungo la via dall'Egitto verso il nord. Il nomadismo dei Madianiti è infatti attestato chiaramente nella tradizione biblica. Presentati come discendenti da Madian, figlio di Abramo e di Cetura (Gen. 25, 2),
sono con ricchi doni relegati verso l'oriente ('eres qedhem: ibid. 25, 6), cioè nell'interno del deserto siro-arabo.
Alcuni nomi dei figli di Madian (Abida, Eldaa: ibid. 25, 4) sono stati ritrovati in iscrizioni sabeo-mines, altri nella toponomastica dell'Arabia meridionale e uno (Epha) compare negli annali del re assiro Theglathphalasar come designante una tribù (Ḥajapa) stazionata presso quelle di Thema e di Saba. Secondo una felice interpretazione di
W. F. Albright (Bull. of Amer. Schools of orient. researches, 83 [1941], p. 84, nota 8), il nome etnico di Kūšu nei testi egiziani «di proscrizione» sarebbe, come fa supporre il parallelismo istituito in Hab. 3, 7, la denominazione arcaica dei Madianiti. Questi costituivano un'estesa federazione tribale con gruppi e sottogruppi (i Cinei: Iudc. 1, 16; 44, 11), dediti al traffico carovaniere, specialmente lungo l'antica via di Cadesbarne-Moab e Palmira. Come mercanti si trovano insieme agli Ismaeliti in Palestina (Gen. 37, 28) e in Egitto (37, 35).
Accantonati negli 'Arbhāth Mā'ābh al nord-est del Mar Morto, divennero uno scandalo per Israele, che ne batté in guerra quattro principi vassalli di Sehon, re amorrita di Hesebon (Num. 22, 47; 25, 6-15;
Ios. 13, 21). Al tempo dei Giudici, insieme agli Amaleciti e ai Bānē Qedhem, inondarono come cavallette, con le loro tende e i cammelli, le campagne coltivate della pianura di Esdrelon, finché non furono battuti e messi in fuga da Gedeone, che uccise i loro capi Zebee e Salmana (Iudc. 6-7). Dopo il periodo dei Giudici scompaiono quasi interamente dalla storia d'Israele: probabilmente, sotto la spinta dal nord delle tribù aramaiche, si ritrassero nella loro regione centrale, per essere, in seguito, assorbiti da altre tribù arabe.