MAFFEI, GIAMPIETRO. - Gesuita, umanista e storiografo, n. a Bergamo nel 1535, m. a Tivoli (Roma) il 21 ott. 1603.
Già professore di eloquenza a Genova e segretario della Repubblica (1563-64), entrò fra i Gesuiti nel 1565 e già nel 1567-68 insegnava eloquenza al Collegio Romano. La versione in latino squisito dell'opera del p. E. Acosta, Rerum a Societate Jesu in India gestarum (Dilinga 1571), con un'appendice di lettere di missionari, gli procurò l'invito a Lisbona da parte del card. Enrico di Portogallo, perché con il ricco materiale colà radunato descrivesse la conquista portoghese e l'evangelizzazione del-
l'India. Vi preparò, infatti (1572-81), l'opera: Historiarum Iudicarum libri XVI (Firenze 1588; vers. II. classica di F. Serdonati, 2 voll., Firenze-Venezia 1589). Frattanto aveva pubblicato: De vita et miraculis s. Ignatii (Roma 1585) e preparava Le vite di XVII santi confessori (ivi 1609). Incaricato di comporre la vita di Gregorio XIII e raccolto un ampio materiale informativo e documentario (conservato nell'Archivio Boncompagni e descritto dal Pastor, IX, pp. 816-
922), la consegnò finita ai revisori nel 1597. Però non venne stampata, ma manipolata, con assai mutazioni e alterazioni, da Paolo Teggia, segretario di casa Boncompagni. Questo deprecato rifacimento non venne alla luce; e l'opera di M., di sui codici Barberiniani, giudicati più autentici ed esenti da manomissioni, comparve finalmente per cura di C. Coquelines: Annali di Gregorio XIII (2 voll., Roma 1742). Ebbe pure l'incarico di comporre la vita di Clemente XIII e molto materiale raccolse (conservato nel fondo Borghesiano dell'Archivio Vaticano [III, 129 B]); ma ne stese i primi soli tre libri, usciti postuma con il titolo, non posto dall'autore: Historiarum ab excessu Gregorii XIII libri tres, Sixti V pontificatum complexi (Bergamo 1746), il che fece credere all'incarico di scrivere le vite dei successori di Gregorio XIII, mentre l'opera descrive le missioni compiute dall'Aldobrandini prima del pontificato. Queste ultime due opere conservano ancora, anche dopo le ricerche e gli studi posteriori, il valore di fonti principali e indispensabili.