MAFFEI, SCIPIONE. - Erudito, poligrafo, poeta tragico, n. a Verona il 1º giugno 1675, m. ivi l'11 febbr. 1755. Nel 1710-50 con A. Zeno e A. Vallisneri fondò il *Giornale dei letterati*, accompagnato con le *Osservazioni letterarie* (1737-40). Pubblicò la raccolta: *Teatro italiano, ossia scelta di dodici tragedie per uso delle scene, premessa una storia del teatro e difesa di essa* (Verona 1723). La sua tragedia *Meroe* rimase per tutto il '700 il modello della tragedia italiana.
Delle molte opere, nelle quali trattò i più svariati argomenti, le principali restano: *Istoria diplomatica* (Mantova [ma, Verona] 1727), che segna una pietra miliare negli studi paleografici, perché dall'esame di manoscritti della Biblioteca capitolare di Verona trasse la persuasione che le scritture latine non rappresentano individualità e sé stanti, ma sono trasformazioni successive di un'unica scrittura, la romana, manifestata nelle tre forme maiuscola, minuscola e corsiva; *Verona illustrata* (2 voll., Verona 1731-32), in quattro parti: storia di Verona, storia letteraria e notizie di più che ottocento scrittori veronesi da Catullo al Bianchini, i monumenti più importanti, gli anfiteatri in generale e quello di Verona in particolare. Complemento di quest'opera può considerarsi il *Museum Veronense* (ivi 1749); *Istoria teologica delle dottrine e delle opinioni*... (Trento 1742) contro i giansenisti; *Dell'impiego del denaro* (Verona 1744) in favore del prestito ad interesse.
Con queste cariche le sue benemerenze andarono moltiplicandosi: le pastorali e i discorsi ebbero ampia risonanza in tutta l'Italia; per la solida preparazione dei seminaristi fece rinascere la Facoltà teologica; promosse la Azione Cattolica nell'arcidiocesi e nell'Italia, lavorando perché tutto il movimento cattolico riavesse l'antica unità di organizzazione, donde sorse la Giunta centrale; restarò le chiese monumentali di S. Paolo a Ripa d'Arno, di S. Caterina e S. Francesco; ricostruì nel Duomo il pergamo di Giov. Pisano; pure nel Duomo riportò le spoglie di Arrigo VII e a S. Caterina le reliquie del 13. Giordano da Rivalto. Splendido modello di carità nelle ore più gravi della patria, fautore di svariate opere per i bisognosi, massime durante e dopo la prima guerra mondiale, rese inoltre preziosi servizi alla Chiesa e alla Patria durante gli anni del dissidio tra i due poteri. Stipulati i Patti Lateranensi, fu invitato a benedire le nozze del principe ereditario Umberto di Savoia con Maria José del Belgio (8 genn. 1930) e lo stesso giorno fu insignito del collare della S.m.a Annunziata.
Opere principali, oltre i numerosi articoli su Scuola Cattolica e Rivista di scienze fisiche e matematiche: La carta del cielo per mezzo della fotografia (Milano 1892); Il p. fr. Denza, tributo di riconoscenza e di amore (ivi 1895); La stella dei Magi (ivi 1895); Commemorazione di A. Valta (Monza 1899); Riflessioni sui nostri doveri davanti alla scienza moderna e alla Fede (2a ed., Pavia 1899); Scritti vari, Siena 1904; Lettere pastorali, omelie, discorsi (I vol. [1904-11], Torino 1911; II [1912-19], ivi 1919), che trattano i più vari argomenti e le questioni più impellenti del tempo e commemorano figure di dotti e di santi; Conversazioni manzoniane con il mio clero (2 voll., Torino 1923).