MAFFI, PIETRO. - Cardinale, arcivescovo di Pisa, n. a Corteolona (Pavia) il 12 ott. 1858, m. a Pisa il 17 marzo 1931. Compì i suoi studi nel Seminario di Pavia, dove, appena ordinato sacerdote (1881), insegnò filosofia, dedicandosi insieme con successo alle scienze fisiche, specialmente all'astronomia, geodinamica e metereologia. Ne sono prova parecchie pubblicazioni; notevoli: Nei cieli. Pagine di astronomia popolare (Como 1898; 5ª ed., Torino 1928) e la Rivista di scienze fisiche e matematiche (1900-912) da lui iniziata e subito accolta con molto favore.
Allo studio unì una vita pastorale feconda; seguì, come vicario generale, a Ravenna il suo vescovo mons. Riboldi, eletto cardinale (1901); nel 1902 fu consacrato vescovo e dato come ausiliare al nuovo arcivescovo mons. Conforti; nel 1903, promosso arcivescovo di Pisa; nel 1904, nominato direttore dell'Osservatorio vaticano, che contribuì a trasformare in uno dei migliori e più forniti di Europa e si vide affidato l'incarico di stendere una parte della carta celeste, quando questa fu suddivisa fra i vari osservatori dei due emisferi; nel 1907, creato cardinale.
Con queste cariche le sue benemerenze andarono moltiplicandosi: le pastorali e i discorsi ebbero ampia risonanza in tutta l'Italia; per la solida preparazione dei seminariati fece rinascere la Facoltà teologica; promosse la Azione Cattolica nell'arcidiocesi e nell'Italia, lavorando perché tutto il movimento cattolico riavesse l'antica unità di organizzazione, donde sorse la Giunta centrale; restaurò le chiese monumentali di S. Paolo a Ripa d'Arno, di S. Caterina e S. Francesco; ricostruì nel Duomo il pergamo di Giov. Pisano; pure nel Duomo riportò le spoglie di Arrigo VII e a S. Caterina le reliquie del B. Giordano da Rivalto. Splendido modello di carità nelle ore più gravi della patria, fautore di svariate opere per i bisognosi, massime durante e dopo la prima guerra mondiale, rese inoltre preziosi servizi alla Chiesa e alla Patria durante gli anni del dissidio tra i due poteri. Stipulati i Patti Lateranensi, fu invitato a benedire le nozze del principe ereditario Umberto di Savoia con Maria José del Belgio (8 genn. 1930) e lo stesso giorno fu insignito del collare della S.ma Annunziata.
Opere principali, oltre i numerosi articoli su Scuola Cattolica e Rivista di scienze fisiche e matematiche: La carta del cielo per mezzo della fotografia (Milano 1892); Il p. fr. Denza, tributo di riconoscenza e di amore (ivi 1895); La stella dei Magi (ivi 1895); Commemorazione di A. Volta (Monza 1899); Riflessioni sui nostri doveri davanti alla scienza moderna e alla Fede (2ª ed., Pavia 1899); Scritti vari, Siena 1904; Lettere pastorali, omelie, discorsi (I vol. [1904-11], Torino 1911; II [1912-19], ivi 1919), che trattano i più vari argomenti e le questioni più impellenti del tempo e commemorano figure di dotti e di santi; Conversazioni manzoniane con il mio clero (2 voll., Torino 1923).