Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Etnologia

MAGIARI

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Noto anche come: inglese: Hungarians

MAGIARI. - Popolo orientale che alla fine del sec. IX si stabilì nel paese che da essi prese nome di Magyarország o Ungheria. Gli storici ed etnografi sono divisi circa la loro origine: Hunfalvy li crede una tribù finnica, Vambery li fa di razza turca, una tribù ural-altaica. Nella loro lingua si trovano svariati elementi. Ora si tende a giudicarli di origine ugro-finnica: l'influsso culturale turco avrebbe agito vigorosamente sulla loro civiltà.

Al principio del sec. IX dalle steppe tra l'Ural ed il Caspio sarebbero emigrati verso il Mar Nero, gli uni spostandosi a sud nelle regioni persiche, gli altri a nord, stabilendosi tra Don e Dniepr. Dopo l'880 l'avanzarsi dei Petzeneghi e dei Cumani, premuti a loro volta dai Ghuzi, costrinse i M. ad attraversare il Don, stabilendosi nelle regioni dell'attuale Bessarabia e Moldavia: chiamarono il paese Atescuzu od Atelkör (=paese tra i fiumi); poi la pressione dei Petzeneghi li spinse ad attraversare i Carpazi ed occuparono il paese sino alla Theiss. Il passaggio dei monti avvenne verso l'895-96; negli anni seguenti fu attraversato il Danubio e la popolazione magiara occupò il paese sino alla Raab. La loro civiltà era primitiva; erano animisti, seppellivano i defunti con i loro cavalli e schiavi, erano pastori e cacciatori, vivevano nomadi prima su carri, poi in villaggi di capanne. La suppellettile e le armi mostrano la loro origine orientale, ed orientale è lo stile delle loro argenterie. Erano divisi in tribù, governate da capi detti gyula.

Verso l'860 incominciarono i loro primi contatti con la zona civile occidentale, con fulminee scorrerie nelle terre danubiane. Le scorrerie si intensificarono dopo il loro stanzarsi nella pianura ungherese: si gettarono sulla Moravia, nell'890 entrarono in Italia e giunsero al Brenta; l'anno seguente invasero gran parte della Lombardia, sconfiggendo re Berengario. In Italia ritornarono nel 920-22 e si spinsero sino in Puglia; del 924 è l'incendio di Pavia. Più terribili furono le incursioni in Germania, dove l'anarchia feudale lasciava loro libertà di azione. Si può dire che non vi fu anno in cui i M. non si lanciasero attraverso le regioni germaniche; Baviera, Turingia, Sassonia furono ripetutamente saccheggiate. Nel 915 giunsero sino a Brema. Il segreto del loro successo era il metodo di combattere: rapidità di attacco, capacità di spostarsi fulmineamente da luogo a luogo, armamento leggero che facilitava l'attacco delle forze occidentali, formate da cavalleria lenta e pesante. Anche il loro grido di guerra agiva sugli animi in modo deprimente e determinava le fughe generali.

L'Europa occidentale fu disarmata di fronte ai selvaggi M. sino alla battaglia campale sul Lech, dove Ottone I li sconfisse nel 955. Però da qualche decennio così in Italia come in Germania si era incominciato a costruire castelli e ad attrezzarsi per respingere gli invasori; dopo il 934 i M. avevano incominciato a prendere la via delle regioni balcaniche, minacciando l'Impero bizantino, ora d'accordo, ora in contrasto con i Petzeneghi.

Si può dire che dopo la metà del sec. X l'aggressività dei M. è in declino. La loro tattica è ben conosciuta e non serve più: le popolazioni slave, in mezzo a cui abitano, influiscono avviandoli verso condizioni di civiltà più alte. Lasciano le capanne e passano alle case stabili; iniziano l'agricoltura ed anche il cristianesimo penetra tra di essi. Il loro principe Geza verso il 973 inizia accordi con Ottone I; nel 985, sotto l'influsso della consorte, la polacca Adelaide, passa al cristianesimo; il figlio Stefano nel 1000 è incoronato nella cattedrale di Gran con la corona famosa inviatagli da papa Stefano II. Così incomincia la storia del Regno d'Ungheria, destinato a diventare a sua volta barriera della civiltà cristiana contro la barbarie orientale.

Bibliografia2 opere
BIBL.: Per le fonti della storia magiara v. H. Marczali, Ungarns Geschichtsquellen im Zeitalter d. Arpaden, Berlino 1882. Per le teorie sulle origini v. P. Hunfalvy, Die Ungarn oder Magyaren, Vienna 1881; A. Vambery, Die Ursprung der Magyaren, Lipsia 1882. Sulle incursioni in Europa l'opera più recente ed attendibile è quella di G. Fasoli, Le incursioni ungare in Europa nel sec. X, Firenze 1945.

Francesco Cognasso

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 1833–1834.

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vol. 7, coll. 1833–1834

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Cognasso, Francesco. “Magiari.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 1833–1834. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/magiari.

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Cognasso, Francesco. “Magiari.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1833–1834. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/magiari.

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