MALDONADO (MALDONATUS), GIOVANNI

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MALDONADO (Maldonatus), GIOVANNI. - Uno dei fondatori della cesgesi moderna, n. a Casas de la Reina (Estremadura) nel 1533, m. a Roma il 5 gennaio 1583. All'Università di Salamanca acquistò una solida formazione umanistica, filosofica e teologica sotto la guida di insigni maestri (Dom. Soto, Melchior Cano, Fr. Toledo). Successe poi al Toledo nella cattedra di filosofia, e poco dopo in quella di teologia. Entrato nella Compagnia di Gesù a Roma il 10 agosto 1562, fu ordinato sacerdote nel 1563 e destinato al Collegio di Clermont, a Parigi, dove insegnò filosofia, e poi teologia (1565-77).

Il successo fu enorme. Le sue lezioni erano seguite con il massimo interesse non solo dagli studenti, ma anche da professori di altre facoltà, da ecclesiastici e dagli stessi calvinisti. Nel sec. XV la teologia aveva deviato, dandosi eccessivamente a questioni di pura speculazione filosofica. M. invece, adattando le riforme salutari apprese a Salamanca dai maestri domenicani, trattò la teologia fondando sulla Scrittura, i ss. Padri e la Tradizione ecclesiastica, rendendola così un'arma efficace contro le insidie dell'eresia invadente. Per incarico di Carlo IX lavorò pure direttamente alla riforma cattolica, tenendo missioni e conferenze in pieno ambiente protestante. Per le gelosie della Sorbona, M. fu costretto a lasciar Parigi e la teologia, per ritirarsi a Bourges, dove si dedicò alla compilazione di commenti alla S. Scrittura.

Nel 1578 fu nominato visitatore della Compagnia in Lorena; nel febbraio 1581 partecipò alla Congregazione generale dell'Ordine. Gregorio XIII lo fece trattenere a Roma come membro della commissione incaricata di ricevere e pubblicare la Bibbia greca dei Settanta. Dati gli ultimi ritocchi al suo commento ai Vangeli, il 21 dic. 1582 ne presentava al p. generale Claudio Acquaviva la prima parte, il commento su Matteo. Pochi giorni dopo moriva improvvisamente, appena cinquantenne.

Nei suoi commenti biblici, soprattutto in quello sui Vangeli, che è il suo capolavoro, e uno dei migliori commenti moderni, M. profonde la sua vasta erudizione, esponendo il senso letterale del testo sacro, ed aggiungendo non poche dissertazioni storico-teologiche.

Tutte le opere di M. sono postume. Le principali sono: Commentarii in Evangelistas (Pont-à-Mousson 1596, 2 vol. in-fol., riprodotto in moltissime altre edizioni); Commentarii in prophetas, I, Ieremiani, Ezechiellem, Baruch et Danielelem (Lione 1609, ed altre successive edd.); Commentarii in praecipuos S. Scripturae libros Veteris Testamenti (Parigi 1643); De caeremoniis tractatus, sulle cerimonie della Messa, pubblicato da F. A. Zaccaria in Biblioteca ritualis (II, II, Roma 1781, pp. 1-210).

HIBL: Sommervogel, V. coll. 403-12; A. Astrain, Hist. de la C. d. J. en la Aristencia de España, II, Madrid 1905, pp. 337-6; E. Amann, Maldonat, Jean, in DThC, IX, coll. 1772-76; R. Galdos, En el cuarto centenario del nacimiento de M. (1553-1593), in Estudios eclesiásticos, 13 (1934), pp. 73-89; C. Aymonnier, Un ami de Montaigne, le juste de M., in Rev. hist. de Bordeaux, 28 (1935), pp. 5-25; J. Iturrioz, M. en Salamanca, in Estudios eclesiásticos, 16 (1942), pp. 221-224; R. Galdos, Miscell. de M., Madrid 1947. Antonio Carrozzini