MANAHEM (EBR. *MĒNAHĒM*)

**MANAHEM** (ebr. *Mēnahēm*). - Figlio di Gadi, sedicesimo re d'Israele dopo la separazione dal Regno di Giuda e fondatore della VII dinastia, che si estinse con suo figlio Phaecia. Secondo i migliori calcoli regnò dal 742 (secondo altri: 744) al 737 a. C. (secondo II Reg. 15, 17, 23 avrebbe regnato 10 anni, ma deve esserci alterazione nei numeri). Muovendo dalla fortezza di Theresa, la prima capitale del Regno di Israele, conquistò Samaria, uccidendovi re Sellum, dopo appena un mese che questi aveva tolto il trono e la vita Ieroboam II (v.). Impossessato del regno, instaurò un regime di crudeltà e di terrore (*II Reg. 15, 16-22*).

In particolare si vendicò barbaramente della città di Tappuah a sud di Sichem (il testo masoretico *Tiphshah* deve ritenersi errato; meglio la recensione luciana dei Settanta: *Tappuah*), facendo strage degli abitanti fino a sventrare le donne incinte, perché non gli avevano aperte le porte (*ibid.* 15, 16). In politica religiosa segui l'esempio riprovevole dei suoi predecessori. Durante il suo Regno scese in Israele il re degli Assiri Phul o Theresa, glathphalasar III, la prima volta che un esercito assiro penetrava nel suolo d'Israele.

Forse lo stesso M. si era rivolto a lui per aiuto, e perché gli desse mano a tenere in suo pugno lo scettro (*ibid.* 15, 19). Ma pagò caro il suo vassallaggio, poiché dovette sborsare al Re assiro un fortissimo tributo, ca. 3 milioni di scili, ossia 1000 talenti d'argento, tassando Israele, cioè i facoltosi del Regno, per 50 scili d'argento a persona. La prontezza del pagamento indusse per questa volta il re Theglathphalasar a ritirarsi, senza lasciare presidi di truppe nel paese. Con il racconto biblico concorda la notizia contenuta nell'iscrizione di Theglathphalasar, ove il Re assiro si vanta di avere riscosso, verso l'a. 8° del suo regno (738 a. C.), in una spedizione contro gli Stati della Siria occidentale, un tributo in oro, argento, avorio ecc. «da Kuštāspi di Kummuh (Commagene), da Rasūnu di Damasco (Rasin, cf. II Reg. 15, 37), da Menihimme (M.) di Samaria...».

M. fu contemporaneo del profeta Osea, nel cui libro sono allusioni ai torbidi di quel travagliato periodo del Regno d'Israele, particolarmente alle frequenti congiure e usurpazioni del trono (cf. Os. 7, 7; 8, 4; più ancora 13, 9, 19-20).

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BIBL.:** A. Pohl, *Historia populi Israel* a divisione Regni usque ad exilium, Roma 1933, pp. 98-102, 12°, G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, I. Torino 1934, pp. 417-19. Per la questione cronologica: O. Hellmann, *Chronologia libri Regum*, Roma 1914, pp. 287-89, 305-47, 557-61. Per l'iscrizione di Theglathphalasar III: H. Grossmann, *Altorientalische Texte zum Alten Testament*, Berlino-Lipsia 1926, p. 345 sq. Gaetano Stano