MANDEVILLE, BERNARD de. - Scrittore, n. a Dordrecht ca. il 1670, m. a Londra il 21 genn. 1733.
Tagliente ed acido scrittore (tra le sue opere: The Virgin unmask'd, Londra 1709; Free thoughts on religion, ivi 1720) deve la sua fama a The fable of bees (ivi 1714 e seguenti rifacimenti) in cui prospettò l'utilitarismo del vizio nella vita sociale: secondo il M. «all'armonia e all'equilibrio le società umane giungerebbero
non già perché composte di individui pieni di altruismo e tutti anelanti alla solidarietà, ma perché composti di perfetti egoisti in continua lotta, costretti dal contrasto reciproco e dalla violenza delle passioni altrui ad accettare soluzioni di compromesso, le quali rispetterebbero al massimo il proprio e l'altrui interesse. (A. Fanfani, Storia delle dottrine economiche. Il naturalismo, Milano 1946, p. 12). Però, come ha notato il Grégoire, il suo cinismo viene a nascondere l'effettivo conservatorismo di consigliere e ispiratore di monarchi.