MANUELE I COMENO, IMPERATORE DI BISANZIO

MANUELE I COMENO, imperatore di Bisanzio. - Figlio di Giovanni Comneno e di Pirska (Irene), principessa ungherese; resse l'impero dal 1143 al 1180. L'ideale di una restaurazione dell'Impero universale, che diresse la sua politica d'intervento in Italia contro i Normanni dapprima (1143-58), quindi contro Barbarossa, in Ungheria, in Anatolia contro il sultano di Iconio, in Siria contro Nür ed-Din a protezione delle colonie franche, ispirò anche i suoi ripetuti tentativi di unione religiosa con Roma e con le Chiese d'Armenia e di Siria.

I contrasti sorti fra il papato e F. Barbarossa fecero sperare a M. di potersi sostituire all'Imperatore germanico quale protettore della S. Sede; offrì il suo appoggio ad Adriano IV, ed al suo successore Alessandro III prospettò nel 1166 l'unione con la Chiesa greca, purché fosse riconosciuto quale unico imperatore. Benché il Papa dichiarasse di non poter accettare tali proposte, i suoi rapporti con M. rimasero buoni e nel 1176, ad Anagni, M. figura tra gli alleati della S. Sede.

In Oriente, l'affermarsi del dominio bizantino condusse a trattative di unione con Nerses, katholikós degli Armeni. Nel maggio 1170 ebbero luogo delle conferenze teologiche cui prese parte anche un delegato del celebre patriarca di Antiochia, Michele il Siro. La dichiarata opposizione del clero armeno rese infruttuose queste trattative come anche quelle intraprese più tardi (1175, 1177, 79), sotto il katholikós Gregorio IV Dgha (1173-93).

M. intervenne attivamente nelle numerose discussioni teologiche che ebbero luogo in seno alla Chiesa bizantina. Promosse la condanna del monaco Niphon accusato di bogomilismo, ma protetto dal patriarca Kosma (1146-47). Condannato fu pure Demetrio di Lampe, che interpretava male le parole di Cristo «il Padre è più grande di me», Soterichos Panteugenes ed altri che sostenevano che il sacrificio eucaristico viene offerto solo al Padre ed allo Spirito Santo. M. ebbe infine ad affrontare una via opposizione del clero bizantino per aver voluto sopprimere un anatema solito a recitarsi dai maomettani che passavano al cristianesimo e che poteva offendere la loro suscettibilità.

BIBL.: F. Chalandon, Jean II Comnène et Manuel I Comnène, Parigi 1912. Pelopidas Stephanou