MANU. - Semidio, progenitore del genere umano, che compare per la prima volta nel Riveda (v. VEDISMO) con il nome di «padre M.» (I, 80, 16; 114, 2; II, 33, 13 ecc.). Quando il diluvio sommerse la terra, secondo la leggenda del Satapatha-brāhmaṇa, I, 8, 1, 1, egli si salvò salendo sopra una nave da lui costruita, e per mezzo di un sacrificio creò l'à, la sua figlia adottiva, da cui ebbe nuovamente origine il genere umano. Gli viene attribuita un'opera di grande importanza, che concerne i doveri religiosi e civili degli Ariodiani, e porta il titolo di Māna-va-dharma-śāstra, «Trattato delle sacre leggi di M.» (v. DHARMA ŚASTRA). Ma nel cap. 1 (stt. 58-59), M. stesso rende noto che codeste leggi gli furono rivelate dall'Autogeno (Brahmā); M. poi le comunicò al figlio Bhrgu che, per incarico del padre, ne dette comunicazione a certi «grandi saggi», desiderosi di conoscere i diritti e i doveri delle caste.
Per gli storici della letteratura indiana, il M. Dh. Śe è un trattato anonimo in versi (metro s'loka), che serviva all'insegnamento nelle scuole brahmaniche, come attesta la strofa 103 del cap. 1, la quale lo propone a un dottor brahmano perché istruisca nei doveri castali i suoi discepoli. Non è facile determinare l'età alla quale l'opera appartiene, ma la forma interamente metrica, l'allusione a documenti scritti (VIII, 168) e le palesi attinenze fra i M. Dh. Śe e i pari più recenti del Mahābhārata (v.) sono altrettanti indizi che il trattato non può essere più antico del sec. II a. C. né posteriore al II d. C. Per ciò che riguarda il contenuto, si deve notare che i precetti relativi alla vita religiosa, sono assai più numerosi delle norme di carattere giuridico, le quali occupano poco più della quarta parte del libro. Precedono le osservanze obbligatorie per le caste Ari; i samskāra, «consacrazioni» o sacramenti (12 secondo M.), i doveri del padre di famiglia, i riti domestici giornalieri, il culto mensile ai «padri defunti», sono argomento dei primi cinque capitoli. Ai diritti e doveri del re è dedicato il cap. 7, che si occupa anche di politica e arte di governo. I cap. 8-9 trattano di diritto civile e penale, e la materia è suddivisa in diciotto parti, l'ultima delle quali riguarda il giuoco e le scommesse. Il testo ritorna poi ad occuparsi delle caste e di prescrizioni religiose (cap. 10-11) per passare nell'ultimo capitolo, ad argomenti metafisici, come le conseguenze delle azioni buone o cattive nell'altra vita, la migrazione delle anime e la liberazione (v. MOKŚA). Il M. Dh. Ś. non è un'arida collezione di aforismi; una certa elevatezza di stile, similitudini e immagini poetiche, indicano qua e là l'intenzione dell'autore di fare anche opera, letterariamente pregevole.