MANTOVA, DIOCESI DI

MANTOVA, DIOCESI di - Palazzo e portico della Ragione (secc. XIV-XV), torre dell'Orologio (secc. XV) e rotonda di S. Lorenzo (ca. a. 1000) - Mantova.
MANTOVA, DIOCESI di - Palazzo e portico della Ragione (secc. XIV-XV), torre dell'Orologio (secc. XV) e rotonda di S. Lorenzo (ca. a. 1000) - Mantova.

Il m. paonazzo è di panno, di seta e di saia, con mostre o fodere di seta di egual colore, con cuciture e punteggiature simili. Coloro che possono usare il m. hanno uno speciale abito di seta o di panno, secondo la loro maggiore o minore dignità, costituito da sottana senza coda con bottoni e collare paonazzi, fascia di seta paonazza con fiocchi, calze nere e scarpe con fibbie.

Hanno l'uso del m. tutti Famiglia pontificia (v.), l'aiutante di Camera di S. Santità, i bussolanti, i chierici della Cappella pontificia, i loro supranumeri ed i curori pontifici. Quelli che con l'abito di m. godevano il titolo di monsignori erano chiamati per antonomasia prelati di m. o monsignori di m. ed ai loro stemmi gentilizzi sovrapponevano il cappello prelatizio con due fiocchi. Tale denominazione è ora caduta in disuso. Le cariche laiche, ora estinte, dell'avvocato dei poveri, dell'avvocato generale del fisco, del procuratore generale del fisco, del commissario della reverenda Camera Apostolica ed i luogotenenti togati della Curia romana ebbero concesso il m. nero, e gli apparte-nenti alle quattro prime cariche anche il titolo di monsignore, benché per lo più fossero ammogliati. Tra le cariche, che ora più non si conferiscono, godeva l'uso del m. quella di ufficiale extra omnes, custode del concistoro. In alcune cavalcate per il possesso dei sommi pontefici anche gli uditori di Rota ebbero il m. nero.

Bibl.: G. Moroni, *Diz. di erud. stor. eccl.*, VII, p. 14; XLII, p. 155; T. Ortolan, *Cour romaine*, in DThC, III, 11, coll. 1972-73.