MARBODO DI RENNES (RHEDENENSIS)

MARBODO di RENNES (Rhedenensis). - Vescovo e poeta, che insieme con Ildeberto di Lavardin e Baudri di Bourgueil (m. nel 1130), è ritenuto uno

dei più grandi scrittori latini dell'inizio del sec. XII. N. ca. il 1035 in Bretagna, m. nel 1123.

Divenuto «scolastico» di Angers, arcidiacono e vescovo di Rennes (1096), s'acquistò larga fama con i suoi carmina prevalentemente in versi «leonini», con i quali toccò i più disparati argomenti: agiografici (Passio s. Laurentii, b. Maurilii, Machabaeorum, s. Victoris, s. Mauriti et sociorum eius, Felici et Adaucti), letterari (De ornamentis verborum), minerali (Liber lapidum, detto poi Lapidarius). In prosa scrisse molte vite di santi (Licinio di Angers, Roberto di Casa Dei, Magnobodo, Gualtiero, Florenzo del Monte Glonna) e un interessante epistolario (nell'ep. II difende la tesi: «quod improbitas ministri non impedit veritatem Sacramenti»). Tutte le opere di M. sono edite, con scarso senso critico, in PL 171, 1457-1782.

BIBL.: Hurter, II, coll. 57-58; J. De Ghellinck, L'essor de la littérature latine au XIIe siècle, II, Parigi 1946, pp. 180, 239-240 e passim (v. indice).