Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Arte Artisti

MARATTI, CARLO

English Cita

Noto anche come: Carlo Maratta, Maratta

MARATTI, CARLO. - Pittore, n. a Camerano (Ancona) il 15 maggio 1625, m. a Roma il 15 dic. 1713. Esponente e caposcuola della corrente pittorica discesa, attraverso il Sacchi e l'Albani, dall'Accademia bolognese dei Carracci.

Accolse molti atteggiamenti del coevo barocco di P. da Cortona e del Gaulli, temperandone l'esuberanza e la foga in una pittura compassata e retorica insieme, dominata dai canoni raffaelleschi di grazia, misura, convenienza. Assorbi pure atteggiamenti e modi di artisti di tendenze diverse ed anche contrastanti, quali il Reni in modo particolare, l'Albani e il Domenichino, il Guercino e il Romanelli, il Bernini ed il Poussin. Da rilevare anche l'azione su lui dell'archeologo ed erudito Gian Pietro Bellori, il maggiore esponente dell'estetica idealistica seicentesca che non tardò a convertire il M. al principio della pittura ideale, scelta dalle bellezze naturali, superiore alla natura ed esaltò le opere del pittore come l'esemplare realizzazione delle sue teorie sull'arte. Tutti questi caratteri delle opere intorno al 1660 non di rado si avvivano di spunti berniniani, di preziosità cromatiche reniane (Presepe in S. Giuseppe dei Falegnami di Roma, 1650; Presepe e Fuga in Egitto, 1652, in S. Isidoro Agricola i quali fanno parte di una delle più importanti imprese decorative a fresco e ad olio eseguite dal M.; Visitazione in S. Maria della Pace) o di tocchi luministici alla Guercino (S. Francesca Romana di Ascoli Piceno; S. Agostino in S. Maria dei Sette Dolori in Roma; Annunciata di Anagni, 1659). Intorno e dopo il 1670, il M. si cimenta in composizioni dinamiche ed affollate, talvolta raggiungendo un'intensità di colore quasi veneteggiante (pale del Gesù e della Vallicella), più spesso inclinando verso forme turgide e slargate (pale di S. Carlo al Corso; soffitto di Palazzo Altieri; pennacchi delle cappelle della Presentazione e del Coro in S. Pietro Vaticano). Inesauribile creatore di pale d'altare, il M. si provò altresì in composizioni di carattere profano, nelle quali ebbe presente soprattutto il Domenichino; in gran parte disperse in musei stranieri. Tra i pittori del suo tempo, anche al di fuori di Roma, eccelle però nel ritratto, dove raggiunge una profonda penetrazione psicologica, non però mai disgiunta da una sottile idealizzazione del personaggio. Dopo aver esordito con ritratti semplici ed intimi, ispirati alla maniera del Domenichino e del Sacchi, tra i quali va citato il nobilissimo Clemente IX della Pinacoteca Vaticana, il M. passa nell'età matura ai ritratti enfatici, «in azione», esatta esemplificazione dei canoni berniniani. Di questa seconda ritrattistica del M. andata dispersa, resta un esempio nell'immagine, creduta della figlia Faustina, sotto le spoglie di Cleopatra, del Museo di Palazzo Venezia, notevole per la barocca opulenza delle forme, la densità dell'impasto e la delicatezza degli accordi cromatici. - Vedi tav. I.

RITRATTO DI CLEMENTE IX. Roma, Pinacoteca Vaticana.
Tav. I RITRATTO DI CLEMENTE IX. Roma, Pinacoteca Vaticana.(fot. Gab. fot. nas.)
MARATTI, CARLO - La fuga in Egitto - Roma, chiesa di S. Isidoro agricoltore.
MARATTI, CARLO - La fuga in Egitto - Roma, chiesa di S. Isidoro agricoltore.(fot. Gab. fot. nav.)
Bibliografia9 opere
BIBL.: G. P. Bellori, Vita et opera di pittura del sig. C. M. trascritta da M. Piacentini dal manoscritto... di Rouen (1695 ca.), Roma 1942; R. Galli, I tesori d'arte di un pittore del '600, in Archiginnazio, 12 (1927), pp. 217-38; 13 (1928), pp. 39-78; H. Bodmer, s. v. in Thieme-Becker, XXIV, pp. 52-54 con Iabib, precedente; [L. Serra] Ministero dell'Educazione nazionale, Inventario degli oggetti d'arte d'Italia, VIII, Province di Ancona e Ascoli Piceno, Roma 1936, pp. 27, 36, 123, 128, 230, 298; E. Waterhouse, Baroque painting in Rome, Londra 1937, pp. 34-39, passim; T. H. Folker, Roman baroque Art, Oxford-Londra 1938, pp. 240-42 e passim; A. De Rinaldis, L'arte in Roma dal '600 al '900, Bologna 1948, pp. 159-61 e passim; V. Golzio, Il '600 e il '700, Torino 1950, pp. 445-50 e passim.

Amalia Mezzetti

Informazioni sulla voce

Di Amalia Mezzetti

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 5–6.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 29
vol. 8, coll. 5–6

Altre voci di Amalia Mezzetti: MARTINI, SIMONE (SIMONE DI MARTINO) · MATTEO DI GIOVANNI (MATTEO DI SIENA) · MEMMI, LIPPO (LIPPO DA SIENA) · NEROCCIO DI BARTOLOMEO LANDI · PIERO DI COSIMO

Cita questa voce

Chicago

Mezzetti, Amalia. “Maratti, carlo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 5–6. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/maratti-carlo.

MLA

Mezzetti, Amalia. “Maratti, carlo.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 5–6. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/maratti-carlo.

BibTeX

@incollection{ec8_maratti_carlo,
  author    = {Mezzetti, Amalia},
  title     = {Maratti, carlo},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {VIII},
  pages     = {5--6},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1952},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/maratti-carlo}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.