MARATONIO. - Vescovo di Nicomedia, vissuto nel sec. IV, elevato a tale sede da Macedonio
di Costantinopoli (342-60) e probabilmente deposto dal partito acaciano assieme a lui e ad altri del partito degli omoiusiani. Segui dapprima la carriera militare, addetto all'ufficio statistiche della prefettura del pretorio di Costantinopoli. Dopo divenne diacono di Costantinopoli e si dedicò con zelo alla cura dei malati e dei poveri negli ospizi. Sotto l'influsso di Eustazio di Sebaste, abbracciò la vita monastica e fondò a Costantinopoli un monastero di monaci che esisteva ancora verso la metà del sec. V.
M. era riconosciuto da tutti per uomo buono e pio; ma le sue opinioni omoiusiane e l'essere ligio a Macedonio fecero sì che, fatto vescovo di Nicomedia, egli fosse acerrimo persecutore degli ortodossi. Dopo la deposizione e la morte di Macedonio, M., aiutandolo con l'opera, con i danari e con il prestigio del suo ascetismo, ebbe tale influsso nel partito «macedoniano» che i suoi seguaci venivano detti anche «maratoniani».
Gli storici, che a partire dal 380 fanno di Macedonio l'eresiarca degli pneumatomachi ed interpretano in questo senso la denominazione di «macedoniani» data loro comunemente verso quest'epoca, presentano pure, in modo più o meno chiaro, M. come il secondo capo di questa eresia e sembrano interpretare in modo simile la denominazione di «maratoniani» data a Costantinopoli ai «macedoniani». Ma non si hanno prove che M., più che Macedonio stesso, si sia occupato esplicitamente della questione dello Spirito Santo. Quando, non molto dopo il 366, le opinioni pneumatomache furono certamente accettate dai colleghi del suo gruppo, come Eustazio di Sebaste ed Eleusio di Cizico (v. PNEUMATOMACHI), M. non appare più nella storia.