MARTINISTI. - Sono i seguaci della setta massonica che ha per principali esponenti Martinez de Pasqually (n. a Grenoble nel 1727, m. a S. Domingo il 20 sett. 1774, autore del Traité de la réintégration des êtres [Parigi 1819]), Louis-Claude de St-Martin (n. ad Amboise il 18 genn. 1743, m. ad Annay il 13 ott. 1803, autore di numerosi scritti tra cui Ecce homo [1792]) e Jean-Baptiste Willermoz (n. a Lione il 10 luglio 1730, m. ivi il 20 maggio 1824).
Questa setta è di notevole importanza per lo studio del passaggio dall'illuminismo razionalistico al misticismo romantico; sempre nell'ambito della massoneria, essa è stata di notevole reazione all'umanitarismo e al deismo della massoneria razionalistica del Settecento; ha tentato questo, mescolando stranamente teismo, misticismo neo-platonico, cabalismo, magia, e affermando che gli stessi esorcismi tendono all'affrancamento definitivo dell'umanità. Il principale modo di sentir questo è di natura mistica, perché, dicono i m., non è di natura intellettuale il tendere e l'avvicinarsi all'Assoluto. Dio d'altronde non si può conoscere, ma esiste pur tuttavia una simpatia nell'universo, e tra Dio e la materia esistono degli spiriti mediatori. Nella teorica di questa setta il St-Martin ha cercato di mettere in primo piano la voie intérieure, insistendo non solo sulla dignità divina del-
