MARTINI, SIMONE
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Volume VIII · p. 155 · 1952
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MARTINI, SIMONE - S. Antonio e s. Francesco. Affresco nella chiesa inferiore di S. Francesco - Assisi.
l'uomo primitivo, ma pure sul tentativo di ritornare alla divinità dell'uomo primitivo, perché per il St-Martin l'uomo prima del peccato originale aveva speciali poteri soprannaturali. Il St-Martin ha sentito il problema dell'espiazione e ha combattuto contro il concetto di tolleranza dei philosophes; ha sperato che dalla Rivoluzione Francese (permessa da Dio per l'umana espiazione) sorgesse un nuovo cristianesimo spirituale e una società religiosa sulle rovine della società laica.
Il martinismo ebbe notevole diffusione al principio del sec. XIX; e fin nella lontana Pietroburgo J. De Maistre fu seguace delle teorie martiniste, che lo aiutarono a concepire il sogno di una grandiosa palingenesi religiosa a sfondo unitario-confessionale. La massoneria martinista sopravvive tuttora in Francia.
BIBL.: J. Matter, St-Martin, le philosophe inconnu, 2ª ed., Parigi 1864; A. Franck, St-Martin et son maître Martinex Pasqualis, ivi 1866; J. Claassen, St-Martin, Leben und theosophische Werke, Stoccarda 1891; Papus, L'illuminisme en France, 2 voll., Parigi 1895-1902; A. Viatte, Les sources occultes du romantisme, I, ivi 1928, p. 43 seg., 269 seg., II, ivi, p. 64 seg.; G. van Rijnberk, Un taumaturge du XVIIIe siècle: Martinex de Pasqualis, ivi 1935; A. Omodeo, Un reazionario. Il Conte J. De Maistre, Bari 1939, pp. 11 seg., 28 seg. (dove peraltro sono troppo calcate le tinte nel raffigurare un De Maistre post-martinista eterodosso); R. Ambelain, La franc-magonnier occultiste et mystique (1643-1943). Le martinisme. Histoire et doctrine, Parigi 1946 (tendenzioso, come d'altronde quasi tutti gli scritti sopra elati). Massimo Petrocchi