MARRANI. - Così erano chiamati nella Spagna i convertiti dall'islamismo - ed erano ben pochi - ma specialmente dal giudaismo, senza sincera adesione alla religione cristiana.
Poco prima del medioevo, nonostante l'opposizione dei re visigoti, numerosissimi erano gli ebrei in Spagna. A causa di tale opposizione e per superarla, si ebbero molte conversioni finte, certamente non favorite dalla Chiesa, la quale, invece, nel Concilio toledano del 633 aveva riprovato il decreto del sovrano Sisebuto che lasciava ai giudei l'alternativa di abbracciare la fede cattolica o di uscire dal regno, e s'era anche opposta ad un simile ordine del re Wamba. I Concili XII e XIII di Toledo favorirono piuttosto con privilegi la conversione spontanea dei figli d'Israele. Tuttavia con l'aumento di questi neocristiani non crebbero le loro buone relazioni con gli altri cattolici, i quali sospettavano che essi proteggessero la conquista della nazione da parte dei maomettani africani, come purtroppo successe nel 711.
Durante la secolare crociata dei nuovi regni cristiani della penisola per la cacciata dei saraceni si
sveglia spesso il furore popolare contro l'usura e l'oppressione economica esercitata dagli ebrei e la sfiducia verso i neo-convertiti. Non si può ricordare senza orrore la quasi continua strage di ebrei durante tutto il sec. XIV compiuta da fanatica plebaglia, eccitata dal racconto esagerato di crimini contro i cristiani. Si capisce che moltissimi seguaci della legge mosaica domandassero il battesimo unicamente per evitare la morte o la persecuzione, mentre internamente conservavano l'odio alla religione dei dominatori. Molti tuttavia abbracciarono sinceramente la dottrina evangelica per la predicazione meravigliosa di s. Vincenzo Ferreri, protettore a Valenza di quanti erano ingiustamente perseguitati, o per i libri scritti in quel tempo a favore della fede di Cristo anche da parte di parecchi ebrei convertiti.
L'istinto d'unità religiosa giustamente manifestata nella seconda parte del sec. XV a misura che si completava la conquista cattolica del mezzogiorno della penisola, sveglio l'animosità contro i m., cioè i finti neo-convertiti: incredibile era l'antagonismo esistente tra i cristiani vecchi e nuovi. A questo stato d'animo deve in gran parte l'origine il tribunale dell'Inquisizione spagnola, eretto nel 1482 dietro istanza dei sovrani cattolici con bolla di Sisto IV, in virtù della quale tante sentenze capitali furono emesse contro gli ipocriti giudiziamenti.
Il popolo conservò una profonda avversione ai cristiani discendenti dagli antichi ebrei, così che negli statuti di concessione di titoli nobiliari o di aggregazione a confraternite si esigeva sempre la prova della purità del sangue, con lo scopo di escludere da ogni privilegio i discendenti dagli ebrei. Fino al sec. XVIII si conservò questa antipatia verso i m.; ed ancora oggi nell'isola di Majorca essa non è del tutto sparita.