MARINO DI COSTANTINOPOLI

MARINO di Costantinopoli. - Vescovo ariano della Tracia, fu chiamato a Costantinopoli nel 386, alla morte di Demofilo. Poco dopo però gli fu preferito Doroteo di Antiochia e M. si separò dalla comunità ariana organizzando una setta con proprie chiese per le funzioni liturgiche, che fu detta dei mariniani o psathiriani (pasticceri) dal mestiere di un certo Teotisto, uno dei più ardenti seguaci di M. La scissione divenne più acuta quando sorse la questione se il titolo di Padre doveva darsi a Dio anche prima di aver generato il Verbo: mentre Doroteo lo negava, M., per contraddirgli, l'affermava. In seguito la setta si divise ancora a causa di personali questioni con Agapio, promosso alla sede di Efeso dallo stesso M. Molti allora, nauseati da queste meschine lotte intestine, ritornarono alla fede nicena. Lo scisma di M. durò ca. 25 anni; nel 420 si venne ad un accordo stabilendo di non parlare più della questione, ma l'unione si poté effettuare soltanto a Costantinopoli, poiché altrove la separazione continuò.

Bibl.: Socrate, Hist. eccl., V, 12, 23; Sozomeno, Hist. eccl., VII, 17; Tillemont, VI, p. 631.

Agostino Amore

MARINO GIAMBATTISTA - MARINO I