MARCILLAT, GUGLIELMO DI PIETRO DE

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MARCILLAT, Guglielmo di Pietro de. - Pittore, n. in Francia nel Castello di La Châtre, presso Marcellat, donde derivò il nome, m. ad Arezzo nel 1529, secondo il Vasari, che fu suo allievo, all'età di sessantadue anni. Come monaco domenicano si trovava a Roma verso il 1505, ed eseguì vetrate per il Palazzo Vaticano, andate distrutte durante il sacco della città per trarne i piombi.

Restano invece, di queste prime opere note del maestro, le vetrate delle trifore bramantesche di S. Maria del Popolo, con scene della vita di Maria, legate ancora alla tradizione francese ma profondamente influenzate dalle ricerche spaziali e prospettiche del Rinascimento. Queste opere «gli acquistarono fama e nome e comodità della vita». Ebbe anche riconoscimenti ufficiali e fu nominato canonico di S. Agostino e priore del chiostro benedettino di St-Mihiel. Dal 1515 al 1518 lavorò a Cortona, dove resta fra l'altro la bella vetrata della chiesa del Calciniano. Dopo un breve soggiorno a Roma si trasferì ad Arezzo, dove rimase ininterrottamente dal 1522 alla morte, continuando la serie delle vetrate del Duomo, già iniziate a Cortona e tuttora in loco, e intraprendendo la decorazione della volta, di cui la navata centrale era ultimata nel 1525 e che comprende Storie del Vecchio Testamento, le Virtù e i putti, con forti ricordi michelangioleschi e raffaelleschi, inferiori di qualità alle vetrate in cui il suo talento di colorista e la sua abilità tecnica riesce a sorprendenti risultati, in un mirabile accordo di architetture, spazio, figure e colore. Ad Arezzo lavorò anche per le chiese di S. Francesco, S. Domenico e dell'Annunciazione: mandò opere al S. Domenico di Perugia e a S. Agostino in Monte S. Savino.

BIBL.: M. Salmi, Guglielmo di Pietro di M., in Thieme-Beckr, XV, pp. 260-61; G. Sinibaldi, Guglielmo di M., pittore di affresco, in L'Arte, 29 (1926), pp. 267-76; M. Donati, Dell'anticità di G. de M. nel Palazzo Vaticano, in Rend. Pont. Acc. d'Arch., 25-26 (1950-51), pp. 1-10.