MARCIA

MARCIA. - Favorita dell'imperatore Commodo dal 183, dopo essere stata la concubina di Ummidio Quadrato, nipote di Marco Aurelio. Dione Cassio (Historia romana, LXXII, 4) ha lasciato scritto: «Di M. si narra che avesse una viva simpatia per i cristiani e facesse loro gran bene, essendo onnipotente sull'animo di Commodo».

Tale testimonianza è confermata dai Philosophumena di Ippolito (9, 12), che raccontano un atto di benevolenza di M. a favore dei cristiani di Roma detenuti ai lavori forzati in Sardegna per causa della loro fede, ai quali fece dare la libertà per ordine di Commodo.

Il fatto, narrato da un contemporaneo, rivela l'atteggiamento di M. verso i cristiani. Da ciò si è voluto concludere che fosse cristiana, ma Dione Cassio accenna semplicemente alla simpatia che questa aveva per i cristiani e Ippolito la dice «amante di Dio», indicando così che proteggeva i cristiani, come Poppea, favorita di Nerone, proteggeva i Giudei (cf. Giuseppe Flavio, Antig. Iud., XX, 8, 2). L'educazione ricevuta da Giacinto, certamente cristiano e forse prete, pur ispirandole una forte attrattiva per la religione cristiana, non le aveva dato l'animo di praticare i comandamenti. Non v'ha dubbio che M. abbia protetto apertamente i cristiani e che sia riuscita a limitare non poco la persecuzione contro di essi, così che Eusebio (Hist. ecc., V, 21) poté scrivere che sotto Commodo la Chiesa ebbe pace e tranquillità e a Roma specialmente il cristianesimo poté diffondersi anche nelle alte classi sociali.

BIBL.: C. Pasciucco, M. concubina di Commodo, S. Maria Capua Vetere 1905; F. Bassani, Commodo e M., Venezia 1905; P. von Rohden, Commodus, in Pauly-Wissowa, II, coll. 2464-81.

Benedetto Pesci