MAREOSA. - Città della Giudea (Jos. 15, 44) fortificata da Roboam (II Par. 11, 8). Nel tempo greco fu abitata da Edomiti e conosciuta sotto il nome di Marisa o Marissa. Giovanni Ircano nel 110 l'assegnetto, ma nel 63 a. C. Pompco la rese di nuovo città libera. Fu distrutta nel 40 a. C. dai Parti.
Eusebio (Onomast., 130, 10) l'indica a 2 miglia da Eleuteropoli (= Bejt Cibrin), e da Bliss fu identificata con Tell Sandahannah. Quivi Bliss e Macalister tennero scavi nel 1900, ritrovando tra l'altro monete dei Tolomci e due iscrizioni concernenti Arsinoe e Berenice, sposa e madre di Tolomeo IV (222-205). Notevole a Tell Sandahannah è una tomba pitturata (sec. III a. C.), la quale, oltre a recare parecchi nomi che manifestano la loro origine greca, idumea, fenicia e macedone, ha una scena di caccia e disegni di vari animali. La località dal 1948 fa parte dello Stato d'Israele.
MAREsca, Antonio Maria. - Scrittore ascetico barnabita, n. a Carovigno (Brindisi) il 24 nov. 1831, m. a Roma il 26 marzo 1891. Entrato nell'Ordiné nel 1853, sacerdote nel 1859, insegnò nei collegi del suo Ordine a Teramo, Parma, Bologna. Primo direttore generale dell'Apostolato della preghiera in Italia, iniziò a Parma nel 1864 la pubblicazione del Messaggero del S. Cuore (per due anni adattamento del Messagger di S. Coeur francese), poi indipendente.
Nel 1887, in occasione del giubileo sacerdotale di Leone XIII, al Messaggero M. aggiunse Il devoto del S. Cuore, rassegna mensile delle opere e del culto del Cuore di Gesù, e il Rosario vivente in foglietti volanti che giunsero alla tiratura di 30.000 copie mensili.
Sono pure istituzioni del p. M. le Pie Unioni delle Oblate del S. Cuore di Gesù e dei Sacerdoti del S. Cuore di Gesù, l'alunno ecclesiastico dei Giovani Apostoli del S. Cuore di Gesù per le vocazioni povere dell'Italia meridionale (1874), chiuso poi per insufficienza di mezzi, l'Associazione dei 33 anni in onore di Gesù (1879), il fervido movimento di consacrazione delle famiglie e la supplica a Pio IX per la consacrazione delle diocesi d'Italia e poi di Roma e del mondo al Cuore di Gesù, i primi lavori per la costruzione del tempio votivo del S. Cuore a Castro Pretorio, continuato poi e condotto a termine dai figli di S. Giovanni Bosco. Moredno, p. M. lasciava la sua opera al confratello p. Vitale, il quale la
MARESCA ANTONIO MARIA - MARGHERITA DA CANTIGA
dresse per altri venticinque anni, più movimentati e più pratici; finché dal 1917 la direzione generale dell'Apostolato della preghiera e del Messaggero, cessando le sue pubblicazioni il devoto, passò anche per l'Italia ai Gesuiti che ancora la conservano presso la loro chiesa del Gesù.