MAREOTTI, Trebazio. - Teologo, apostolo popolare, dei Minori Conventuali, n. nella prima metà del sec. XVI a Penna S. Giovanni (Marche), m. ad Assisi il 3 ag., non 1° ag., né 28 dic., 1599.
Il suo vero cognome fu spesso presentato in forme errate (Mariotti, Marecoccio, Macrotti ecc.). Controversata e maestro di teologia, fu dapprima lettore a Camerino, poi baccelliere nello Studio di Padova (ca. 1577), reggente a Cremona (1582) e a Milano (ca. 1584-86), quindi commissario della nuova Confraternita dei Cordi-geri (1587) e guardiano a Torino (1590). Quivi fu molto apprezzato da Carlo Emanuele, che lo nominò suo dottore teologo e predicatore di corte, e ancora, con patenti del 29 genn. 1590, professore di S. Scrittura nell'Università torinese.
Nel frattempo il M., di vita austerissima, aveva attraversato a piedi scalzi l'Italia, apostolo popolare e di ravigliosa eloquenza e singolar dottrina; per due volte pure custode del sacro convento di Assisi (1584, e 1594-95). Invitato già nel 1592 dagli arcivescovi di Avignone e Besançon, con speciale autorizzazione pontificia del 7 marzo 1598, il M. si recò in Francia per erigere e propagare il Terz'ordine, e continuare il suo apostolato. Si ritirò nel sacro convento di Assisi l'anno seguente, e vi morì in grande fama di santità.
Tra i suoi scritti sono da ricordare: Pentalogium peripateticum... in aliquot Averroistas, de forma novissima et hominis specifica... (Padova 1577); Eccellentissimi discorsi... (Torino 1603, postumi); Discorsi spirituali sopra l'oratione domenicale (ivi 1590, sono in n. 50).