Chiesta in sposa, a 15 anni, dal quarantenne principe Girolamo Napoleone, si piegò liberamente al sacrificio impostole dalla ragion di Stato e dall'alleanza franco-sarda, benché sapesse di non aver nulla di comune con lui nei sentimenti e nelle idee. Diventata, così, principessa francese, seppe a Parigi mantenere nobilmente il suo grado, pure con molto riserbo, tutta intenta all'educazione dei tre figli: Vittorio, Luigi Napoleone e Maria Letizia. Decaduta la dinastia napoleonica (1870), non volle fuggire; ma quando decise di partire, uscì dalla città a fronte alta, tra i rispettosi saluti del popolo. Ritiratasi in Svizzera, nel castello di Prangis (Nyon), vi rimase fino al 1878, quando la diversità dei principi e delle convinzioni imponero al suo onore e alla sua coscienza la separazione dal marito. Si ritirò in Piemonte, nel castello di Moncalieri, dedicandosi tutta alla preghiera e alle opere di carità, salutata dal popolo come « la santa di Moncalieri ». Accorse a Roma nel 1891 per assistere nei giorni estremi il marito, tornato pienamente a Dio. Fu terziaria domenicana dal 1871, ed è sepolta a Superga.
MARIA CRISTINA di Savoia, regina delle Due Sicilie, venerabile. - Figlia minore di Vittorio Emanuele I, re di Sardegna, e di Maria Teresa di Asburgo-Este, n. a Cagliari il 14 nov. 1812, m. a Napoli il 31 genn. 1836. Giovanetta si distinse in famiglia per le sue doti di pietà e di virtù. Dopo l'abdicazione del padre, nel marzo 1821 lasciò Torino e visse con la famiglia a Modena, a Moncalieri dove perdette il padre (1824), a Genova dove le morì la madre (1832).
Avrebbe desiderato consacrarsi alla vita religiosa, ma tra la corte di Torino e quella di Napoli fin dal 1817 vi erano trattative per il matrimonio di M. C. con Ferdinando di Borbone. Infatti questo avvenne il 21 nov. 1832 a Voltri (Nostra Signora dell'Acquasanta) e per mare la nuova Regina si recò con Ferdinando II a Napoli. Il 14 genn. 1836 M. C. diede alla luce l'atteso erede del trono di Sicilia, poi Francesco II (v.), ma nello stesso mese venne a morte. Fu sepolta in S. Chiara. I quattro anni di matrimonio e di vita alla corte di Napoli misero in evidenza nell'Italia meridionale le doti di santità di M. C. Molte voci corsero circa maltrattamenti inflitti alla sposa da Ferdinando II, ma trattasi di invenzioni che fanno parte della leggenda liberale antiborbonica. Per le sue virtù M. C. fu nel 1853 dichiarata venerabile ed è in corso la causa di beatificazione.
BIML.: A. Brescia-
ni, La ven. M. C. di
Savoia, Regina delle due
Sicilie, 2a ed., a cura
di E. Rosa, Roma 1936;
A. Amante, M. C. di
Savoia, Torino 1933;
B. Croce, Uomini e
cose della vecchia Italia,
II, 2a ed., Bari 1943,
pp. 268-1943.
Francesco Cognasso
MARIA CRISTINA di Borbo-
ne, regina reggente
di SPAGNA.- N. a
Napoli il 27 apr.
1806, m. a Ste-
Adresse il 23 ag.
1878. Figlia di
Francesco di Bor-
bone-Sicilia, poi
Francesco I di
Napoli, M. C.
fu nel 1829 la quarta moglie del re di Spagna Fer-
dinando VII, dal quale ebbe una figlia, l'infanta
Isabella. Ferdinando, che non aveva avuto prole
maschile, modificò la legge di successione per la-
sciare il trono ad Isabella, che alla morte di lui (1833)
fu proclamata regina sotto la reggenza della madre.
Ne derivarono così le guerre civili contro il fratello
del defunto sovrano, don Carlos, che si proclamò
re di Spagna, con l'appoggio delle potenze assoluti-
stiche. La crisi carlista durò sino al 39, quando il
pretendente fu sconfitto dal generale Espartero e
costretto a rifugiarsi in Francia.
L'anno successivo l'Espartero si impadronì con un
colpo di Stato della reggenza, costringendo M. C. ad ab-
bandonare la Spagna. Essa poté rientrarsi soltanto nel
1843, dopo che Isabella fu dichiarata maggiorenne ed
ebbe assunto i poteri sovrani. Ciononostante M. C. con-
tinui a dirigere la politica iberica, limitando l'autorità
del Parlamento e imponendo le nozze della figlia con il
cugino don Francesco d'Assisi (1846). Nel 1854 una
nuova sollevazione la bandì una seconda volta sotto l'ac-
cusa di avere dilapidato le finanze pubbliche per arric-
chire il marito morganatico Agostino Munoz, a cui fece
conferire rango di duca e dal quale ebbe tre figli. Riam-
messa in Spagna dopo due anni di esilio, non ebbe più
alcuna parte nelle vicende politiche e trascorse il resto
della sua esistenza nell'ombra, sopravvivendo di dieci
anni alla detronizzazione di Isabella. Morì in Francia,
dopo avere assistito alla parentesi repubblicana, al nuovo
tentativo carlista, al breve regno di Amedeo di Savoia e
alla restaurazione borbonica nella persona del nipote
Alfonso XII. Durante gli anni del suo predominio ebbe
luogo l'intervento militare della Spagna contro la Re-
pubblica romana del '49.
BIML.: W. de Villa-Urrutia, La reina gobernadora, doña
M. C. de Borbón, Madrid 1925.
RENZO U. Montini