MARIA (VARIE DONNE BIBLICHE). - Il nome M. ricorre nel Vecchio e nel Nuovo Testamento.
1. Sorella di Mosè, primogenita di Amram e Iochabed (Ex. 6, 20; Num. 26, 59; I Par. 6, 3). Vegliò sul fratellino esposto sulle acque del Nilo e accortamente riuscì a fargli dar sua madre come nutrice dalla figlia del Faraone (Ex. 2, 4-10). Al passaggio del Mar Rosso, M. aveva 90 anni (Ex. 7, 7) e condusse da profetessa, sotto l'influsso divino, le danze e i canti di gioia e di ringraziamento a Jahweh (Ex. 15, 20 sg.; Mi. 6, 4; cf. Num. 12, 2). Nel deserto, a Haseroth, mormorò con Aronne contro il potere di Mosè, quasi non fossero anche loro profeti, ingelosita per l'influenza che su Mosè aveva Sephora, da M. chiamata, forse per disprezzo, una chusita. Jahweh punì M. con la lebbra; guarendola però per la immediata intercessione di Mosè; ella dovette tuttavia rimanere 7 giorni fuori dell'accampamento (Num. 12, 1-15). Morì a Cades poco dopo l'arrivo degli Ebrei e qui fu sepolta (Num. 20, 1).
2. Donna della tribù di Giuda (I Par. 4, 17); ma il testo è insicuro. I Settanta traducono Μερών; alcuni pensano si tratti di un uomo (cf. W. Gesenius-F. Buhl, Hebr. und Aram. Handwörterbuch, 17ª ed., Berlino 1949, p. 462).
3. Sorella di Lazzaro, sempre a Bethania, in atteggiamento di quieta contemplazione ai piedi di Gesù (Lc. 10, 39-42), o di grato amore nella cena dopo la resurrezione del fratello (Io. 11, 1-33), quando unse il capo e i piedi del Signore (Io. 12, 1-8; Mt. 26, 6-13; Mc. 14, 3-9). Meritò da Gesù la lode di avere scelto « la parte migliore », la sola cosa davvero necessaria (Lc. 10, 42) e di aver anticipato nell'unzione la preparazione sepolcrale del suo sacratissimo corpo, difendendola contro il venale malcontento di Giuda (Io. 12, 8; Mt. 26, 6-13; Mc. 14, 6-9). Appare pertanto ben distinta da M. di Magdala e dalla peccatrice innominata, che in Galilea unse il Signore, ca. un anno prima (Lc. 7, 36-50); V. MADDALENA.
4. Sposa di Cleofa (Io. 19, 25), madre di Giacomo il Minore e di Giuseppe (Mt. 27, 55; Mc. 15, 40-47; Lc. 24, 10), cugini del Signore (Mc. 6, 3 ecc.). È al Calvario con la Madre di Gesù (Io. 19, 25); vi rimane dopo la morte del Signore e assiste alla sepoltura (Mt. 27, 56-61; Mc. 15, 40-47). Al mattino dopo il sabato si reca al sepolcro per ungere il Signore, e al ritorno condivide con le altre pie donne il favore di vedere il Risorto (Mt. 28, 1-9; Mc. 16, 1; Lc. 24, 10). È difficile definire l'esatto grado di parentela di M. con la Madonna; Io. 19, 25, « sorella », tra gli Ebrei ha valore più largo. I moderni la ritengono sorella di s. Giuseppe (J. Vosté, A. Durand, J. Lebreton, F. Prat) o sua cognata (P. Dausch, D. Buzy). Per Cleofa-Alfeo (Mt. 10, 3), V. voci rispettive.
5. Madre dell'evangelista Giovanni Marco, nella cui casa si recò s. Pietro appena liberato miracolosamente dal carcere (Act. 12, 12).
6. Cristiana di Roma, cui s. Paolo manda il suo saluto, ricordandone la zelante attività in favore di quei fedeli (Rom. 16, 6). - Vedi tav. XII.