MARITINO D'ARAGONA, RE DI SICILIA

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MARITINO d'Aragona, re di SICILIA. - Chiamato il Giovane per distinguerlo dal padre Martino I, re d'Aragona e Sicilia. N. nel 1374, m. a Cagliari il 25 luglio 1409. Sposato a Barcellona nel 1391 con la cugina Maria, figlia e erede del re Federico III di Sicilia, e incoronato a Palermo nel 1392 senza l'investitura papale, dovette far fronte a una potentissima insurrezione; rimastigli fedeli soltanto alcuni vescovi e con l'ausilio di una magnifica flotta aragonese, mandatagli dal padre, poté pacificare il Regno.

Dopo la morte della Regina (1402), che gli lasciò il trono, contrasse seconde nozze con Bianca di Navarra, la famosa principessa che unì poi questo Regno alla Castiglia. Amante del padre e vedendolo impegnato nella difficile repressione dei ribelli sardi, condotti da Brancaleone Doria e protetti da Guglielmo III di Narbona, corse in suo aiuto con poderose forze militari, le quali portarono gli Aragonesi alla vittoria di Santuri del 1409; ma un mese dopo il giovane monarca moriva a Cagliari, vittima d'improvvisa febbre o dei suoi eccessi sessuali; la notizia fu comunicata al padre da s. Vincenzo Ferrer per incarico dell'antipapa de Luna, al quale il defunto Re, nipote suo, era rimasto fedele, senza però prendere parte attiva contro i pontefici di Roma.

Avendo lasciato re M. soltanto due figli naturali, Federico e Jolanda, e morto il padre l'anno seguente, pure senza successione, veniva aperta la via alla dominazione della dinastia castigliana sopra l'Aragona e la Sicilia.

Bibl.: J. Zurita, Anales de Aragón, X, Saragozza 1568, pp. 425-54; V. Balaguer, Historia de Cataluna, V, Madrid 1886, pp. 272-320; A. Rubio y Lluch, Documents per l'historia de la cultura catalana miguel, Barcellona 1908, p. 21; cf. inoltre R. Starrabba, Documenti riguardanti la Sicilia sotto re M., in Arch. stor. Sicilia, 3 (1875-76), p. 137; 4 (1876), p. 32. Giuseppe M. Pou y Marti