papa Martino V

11 novembre 1417 – 20 febbraio 1431

MARTINO V, PAPA - Particolare del monumento bronzese di M. V. Opera di Simone Ghini (1433) - Roma, basilica di S. Giovanni in Laterano, già nella cappella Colonna, ora nella Confessione.

Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Papi, antipapi, documenti pontifici Papi

MARTINO V, PAPA

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MARTINO V, PAPA. - N. a Roma nel 1368, m. ivi il 20 febbr. 1431. Quando il Concilio di Costanza (v.), incapace di procedere alla necessaria riforma della Chiesa, deliberò di venire all'elezione del Papa, una commissione elettorale, di cui, con procedura inusitata, facevano parte, con i 23 cardinali, sei prelati o dottori per ciascuna delle cinque nazioni, elesse pontefice l'11 nov. 1417, giorno di s. Martino, il card. diacono Oddone Colonna della nobile famiglia romana. Esperto in diritto canonico, creato cardinale da Innocenzo VII il 12 giugno 1405, il Colonna aveva partecipato al Concilio di Pisa (1409) e all'elezione di Alessandro V e poi di Giovanni XXIII; a Costanza era stato fra i sostenitori della superiorità del Concilio sul Papa.

Ma, salito al pontificato, M. volle rialzare la autorità del capo della Chiesa nel campo spirituale come nel temporale: il 26 febbr. 1418 pubblicò nuove regole per la Cancelleria papale, ristabilendo in parte i diritti della S. Sede nella collazione dei benefici, senza però togliere del tutto gli abusi; e, se fu costretto a stringere con le nazioni concordati che limitavano il potere papale a profitto dei capitoli delle cattedrali e dei monasteri, ebbe anche cura che essi, tranne per l'Inghilterra, fossero temporanei, riuscendo così a renderli alquanto più favorevoli per la S. Sede. Ratificò oralmente le deliberazioni del Concilio, purché fossero state prese « in materia fidei » e « conciliariere » (22 apr. 1418). Poi lo sciolse (22 apr. 1418), e in una costituzione, che non fu pubblicata (10 giugno 1418), vietò di appellare dal Papa, « giudice supremo », al Concilio.

MARTINO V, PAPA - Particolare del monumento bronzese di M. V. Opera di Simone Ghini (1433) - Roma, basilica di S. Giovanni in Laterano, già nella cappella Colonna, ora nella Confessione.
MARTINO V, PAPA - Particolare del monumento bronzese di M. V. Opera di Simone Ghini (1433) - Roma, basilica di S. Giovanni in Laterano, già nella cappella Colonna, ora nella Confessione.(fot. Alinari)

Partito frattanto da Costanza, il 16 maggio 1418, fece una lunga dimora a Mantova e a Firenze per prepararsi la via al ritorno a Roma, dove rientrò acclamato il 30 sett. 1420. Dopo difficili trattative con Alfonso V d'Aragona, ottenne (1429) la rinunzia dell'antipapa Clemente VIII e pose fine allo scisma. Sebbene, per l'esperienza fattane, abborrisse « in immensum nomen concilii », in obbedienza ai decreti del Concilio di Costanza, convocò entro i cinque anni stabiliti il nuovo Concilio a Pavia (22 sett. 1423); ma lo dovette tosto trasferire, causa la peste, a Siena con pochi prelati e discordi e lo fece sciogliere dai suoi legati (1424). Per le insistenze del partito conciliare, lo riconvocò a Basilea per il 1° febbr. 1431, assegnando al legato a latere in Germania, il card. Giuliano Cesarini, il compito di presiederlo, con facoltà, se necessario, di trasferirlo e discioglierlo; morì prima della apertura ufficiale.

Della cresciuta autorità pontificale seppe fare in gran parte buon uso: creò cardinali degni, tra i quali il Capranica, il Cesarini, l'Albergati; accordò per il 1423 il giubileo; fece trasportare solennemente a Roma le ossa di s. Monica; giustificò s. Bernardino di Siena dalle accuse degli avversari, approvando il culto, introdotto da lui, del S. Nome di Gesù (1427). Fu mite con gli Ebrei, vietando la predicazione violenta contro di loro e il Battesimo dei loro bambini inferiori ai dodici anni, senza il consenso dei genitori, o la richiesta dell'avo. Ma non ebbe volontà o forza per l'auspicata riforma radicale: una bolla del 16 giugno 1425 e altri decreti non furono sufficienti a correggere l'avarizia e la corruzione nella Curia.

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Di Giuseppe Pou y Marti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 225–227.

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Pou, y Marti Giuseppe. “Martino V, papa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 225–227. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/martino-v-papa.

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Pou, y Marti Giuseppe. “Martino V, papa.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 225–227. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/martino-v-papa.

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