MARTINO di TOURS, santo - Figura di s. M. nella teoria dei santi e martiri nella chiesa di S. Apollinare Nuovo. Musico del sec. VI - Ravenna.
Ebbe grandi meriti quale pacificatore e restauratore di Roma dopo gli orribili danni dell'età precedente. Rispettò l'autonomia cittadina; ricostruì mura, ponti, porte, restaurò chiese e palazzi; costruì un palazzo ai SS. Apostoli, presso le case della sua famiglia; chiamò Gentile da Fabriano e il Pisanello a dipingere nel Laterano. Sottomise con la forza, e più con l'accortezza, le città del Patrimonio e Bologna, e vi mantenne l'ordine con mano ferma, nuovo creatore dello Stato papale. Non troppo amico degli umanisti, ebbe tuttavia come segretari il Loschi e Poggio Bracciolini.
L'epitaffio in Laterano lo saluta temporum suorum felicitas; Enea Silvio Piccolomini lo disse iusti tenax ac pacis cultor. Ma Egidio da Viterbo lamentò che egli avesse accresciuto la potenza e la ricchezza della Chiesa ed il lusso a scapito della virtù e dell'onore.
Parco e semplice nella vita, aprì la via a una più profonda corruzione della Curia, non togliendone gli abusi e introducendovi uomini non tutti degni, e inaugurò la triste era del grande nepotismo, facendo del Colonna una pericolosa potenza nello Stato papale e procurando loro feudi nel Regno; è vero tuttavia che ne ebbe valido aiuto nelle lotte da lui dovute sostenere.
1896-1926; N. Valois, La crise religieuse du XVIᵉ siècle, Parigi 1909; N. Mengozzi, Papa M. V. ed il Concilio ecumenico di Siena, Siena 1918; (A. Mercati), Raccolta di concordati, Roma 1919; Pastor, I: Hefele-Leclercq. VII, pp. 473-669; G. Mollat, s.V. in DThC. XI (1928), coll. 197-202. Giovanni Battista Picotti