MARSI, DIOCESI DI

MARSI, DIOCESI di. - In provincia de L'Aquila, in Abruzzo. Si estende nella regione intorno al lago di Fucino, ora prosciugato, per 16.281 kmq.; ha una popolazione di 125.000 ab., dei quali 124.700 cattolici. Conta 85 parrocchie, servite da 105 sacerdoti diocesani e 28 regolari; ha i seminario, 6 comunità religiose maschili e 30 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 265). La diocesi comprende 30 comuni in provincia de L'Aquila. In origine suffragante di Chieti, divenne poi immediatamente soggetta alla S. Sede.

Il nome della diocesi è quello d'una delle più antiche popolazioni dell'Italia centrale. Una tarda passio (BHL, 1789) pone in questa regione il martirio dei ss. Simplicio, Costanzo e Vittoriano del tutto ignoti agli antichi documenti. Il Lanzoni (I, pp. 364-65) ritiene che il vescovo Vaticanus che sottoscrisse al Sinodo del 501 fosse vescovo dei M., probabilmente con residenza a Caelena, presso il Fucino. Un Ioannes Marsicanus è al seguito di papa Vigilio a Costantinopoli nel 551 (Jaffé-Wattenbach, nn. 930, 935). S. Gregorio narra che i Longobardi misero nella terra dei M. monaci e diaconi (Dialogi, IV, 21 e 23). Ma solo le bolle di Pasquale II (1114) e di Clemente III (1118) fissarono i confini della diocesi.

La prima sede vescovile fu in S. Benedetto, con cattedrale S. Sabina, chiesa ora distrutta ma che si riteneva fosse stata eretta sulle rovine del Campidoglio dell'antica città di Marrucium. Benedetto IX aveva diviso la diocesi, ma Stefano X (1057-58) la riunì. Gregorio XIII con la bolla in suprema dignitatis del 1° genn. 1580 trasferì la sede in Pescina, elevando a cattedrale la chiesa della Madonna della Neve che prese il nome di S. Maria del Grazie e fu finita nel 1596 dal vescovo B. Peretti. La residenza vescovile è in Avezzano. Patrono della diocesi è s. Sabiniano (29 ag.).

Fra i vescovi si ricordano: s. Berardo dei conti di M., poi cardinale al tempo di Pasquale II; Nicola da Celano (1254); il vescovo Jacopo (1276); Angelo Maccapani (1445); il card. Marcello Crescenzi (1533); Matteo Colli, che trasferì la sede a Pescina (1596); G. Paolo Caccia (1648); D. Pietra che restaurò il Seminario di Pescina (1664); F. Corradini (1680) e N. De Vecchi (1719).

La diocesi ebbe un fiorente sviluppo di edifici sacri, purtroppo in parte totalmente distrutti dal terremoto del 1915. Si ricordano ad Alba Fucense, città degli Equi, l'ambone nella chiesa romanica di S. Pietro, opera dei marmorari romani Giovanni e Andrea. A Lucio dei M. la chiesa romanica di S. Maria delle Grazie, ricostruita nel sec. XIII sul tempio della dea Angizia. A Magliani dei M., l'antica Malleanum, la chiesa di S. Luca, autori i maestri Giovanni e Martino. Facciata ogivale del 1400 con portali di tipo cistercense del sec. XV, quattro rilievi del sec. XIII e rossore del sec. XV; fu ricostruita dopo il terremoto del 1915. Nella parrocchiale S. Maria di Lorenzo è stata l'opera della Madonna con il Bambino (sec. XV). In Ortuccio, la chiesa di S. Orante (monaco venuto dalla Calabria, nn. 1413), già di S. Maria (bolla di Pasquale II, 25 febbr. 1115). In Rosciolo si segnala S. Lucia in Valle Porclaneta, chiesa romanica anteriore al 1080, con abside poligonale del 1200, a tre ordini di colonnine, iconostasi, tabernacolo trilobato, ambone con scene di Giona, opera di Roberto e Nicodemo di Guardiagrele. La chiesa di S. Maria delle Grazie ha la data del 1456 nell'architrave; portale romanico del sec. XIII; restaurata nel 1935. A Scurcola Marsicana gli avanzi della chiesa di S. Maria della Vittoria eretta da Carlo d'Angiò dopo la battaglia di Tagliacozzo in cui vinse Corradino di Svevia (23 ag. 1268). Notevole ivi una scultura in legno d'ulivo policroma del sec. XIII. A Trasacco (Trans Aquas) la chiesa dei SS. Rufino e Cesidio a tre navate e una quarta aggiunta nel 1618; una statua lignea di S. Cesidio (1425); fonte battesimale romanico nel tesoro e una Croce processionale del sec. XV.

BIBL.: Eubel, I, pp. 327-28; II, p. 186; III, p. 236; IV, p. 232; P. F. Kehr, Italia Pontificia, IV, Berlino 1908, pp. 239-250; I. C. Gavini, Storia dell'architettura in Abruzzo, Milano-Roma 1927-28; V. MARIANO,, Sculture lignee in Abruzzo, Roma 1930.