MARTINO da FANO. - Giurista, n. a Fano verso il 1190 dalla nobile famiglia Del Cassero, ricordata anche da Dante (Inf., XXVIII, 77; Purg., V, 73). Studiò diritto a Bologna ove fu discepolo di Azzone e nel 1229 era già professore. Insegno in Arezzo, dove fu rettore dell'Università, donde passò subito professore a Modena. Ebbe anche importanti cariche: fu infatti podestà di una città della Romagna e di Genova per due volte (1260 e 1262). Poco dopo entrò nell'Ordine di s. Domenico e morì a Fano ca. il 1272. Fu sepolto nella chiesa di S. Domenico.
Fu molto reputato tra i cultori bolognesi del diritto e le sue opere sono molto citate, quantunque siano andate in gran parte perdute. Le più importanti sono: De iure emphytetico, trattato spesso stampato ma sotto il nome di Guido da Suzzara; De modo studendi, trattato breve ma pieno di scienza raccolto da Alberigo e di cui rimane un manoscritto; De homagis, che è stato quasi del tutto ripetuto nello Speculum di Durante; un Formularium super contractibus et libelli (ed. Wahrmund 1907); un Ordo iudiciarius (ivi 1907); De imploratione brachii saecu- laris, di cui un nuovo manoscritto è stato recentemente edito (v. BIBLICA).