MARTINO I, PAPA, santo. - N. a Todi nell'Umbria e m. a Cherson in Crimea il 16 sett. 655.
Fu per qualche tempo apocrisiario alla corte di Costantinopoli e alla morte di papa Teodoro (14 maggio 649) fu eletto a succedergli. Fu consacrato, prima del consenso dell'imperatore Costante II, il 5 luglio 649. Questi con un suo decreto (τόπος) aveva imposto il silenzio sulle controversie monotelite, mettendo alla pari errore e verità; M. convocò al Laterano un concilio cui parteciparono 105 vescovi e che in cinque sessioni, tra il 5 e il 31 ott. 649, condannò, con le dottrine eretiche, anche il τόπος e l'ἔσθετος, pubblicata in precedenza dall'imperatore Eraclio, e definì la duplice volontà e operazione in Cristo.
Le decisioni del Concilio provocarono l'ira di Costante II che incaricò l'esarca Olimpio di impadronirsi del Pontefice. Ma Olimpio tentò accordi col Papa per ribellarsi a Costante e impadronirsi dell'Italia; l'Imperatore, alla morte di Olimpio (652), inviò il successore di lui Teodoro Callipa a Roma con l'ordine di condurre M. a Costantinopoli. Il Papa, che era infermo, fu preso, nel giugno 653, e dopo un lungo e doloroso viaggio giunse il 17 sett. 653 alla capitale. Il 20 dic. 653 fu sottoposto a una parvenza di processo sotto l'accusa di aver favorito la ribellione di Olimpio e fu condannato a morte. Dopo un lungo martirio e molte umiliazioni, fu trascinato in Crimea dove finì i suoi giorni.
La Chiesa lo venera come martire il 12 nov. Restano di M. alcune lettere interessanti per la storia del Concilio lateranense e della sua prigionia (ed. in MGH, Script. rer. Merov., V, pp. 452-56; Amando ep. Traiectensi: PL 87, 106-212; in Jaffé-Wattenbach, 2059-2064; 2071 sg.; 2078-81).