MASHTOTS. - È il Rituale armeno propriamente detto, che contiene le preghiere e la prassi per l'amministrazione dei Sacramenti e dei Sacramentali. La sua origine risale al sec. V, ed il nome è legato ai due santi padri omonimi, M.-Mesrob del sec. V, e il patriarca M. II di Sevan (837-97), i quali raccolsero, tradussero ed ordinarono gli elementi che lo formano. In seguito s'arricchì sempre più di nuovi canoni, tradotti o scritti dai Padri.
Nello sviluppo del M. si notano 4 periodi: 1) il primo, 2) il medio, 3) il cilicio, 4) l'attuale. Nel primo si osserva la forma in genere compendiosa e semplice (secc. v-xii); nel secondo aumenta il numero dei canoni e si moltiplicano gli inni con frequenti sermoni di autori non classici (secc. xiii-xvi); nel terzo si trova il Rituale latino tradotto per loro uso in un volgare della decadenza dai Frati predicatori detti Unitori (1317-1600) e poi infiltrati in quello armeno, venendo così a formare uno sgradevole connubio, che causò molti litigi e discordie. Il quarto o attuale, oltre all'abbandanza dei canoni, ha preghiere, lunghe esortazioni, inni e ripetizioni con una frequenza tale, da rendere il rito faticoso e difficile.
Del M. restano molti codici: la sola Biblioteca meghitarista di Venezia ha 127 manoscritti. Il più antico (n. 457) in pergamena, scritto prima dell'869, appartiene alla prima serie, ed è mutilato in principio e in fine. Appartiene alla seconda il n. 199 della medesima Biblioteca del 1216. Ed è della terza il n. 1113, del 1345, in pergamena. La prima edizione è stata fatta a Costantinopoli nel 1569.