MASSA MARITTIMA, Diocesi di. - Diocesi e città in Toscana. Suffraganea dell'arcidiocesi di Siena, nella regione toscana, si estende lungo la costa tirrenica da Follonica al Forte di Bolgheri, toccando nell'interno i poggi di Monteverdi, dominati dalla diruta abbazia di Palazzuolo, e le Cornate di Ger-falco, e comprende le isole di Elba, Pianosa e Montecristo.
Fino alla seconda metà del 1700 ne fece parte anche l'isola di Capraia. Conta 110.000 ab., dei quali 109.800 cattolici, distribuiti in 33 parrocchie, con 40 sacerdoti secolari e 10 regolari; religiose di vita attiva 155. Dipendono dall'autorità ecclesiastica 5 orfanotrofi, 2 scuole elementari, 30 scuole materne. Vi è un seminario minore. Il territorio della diocesi è compreso nelle circoscrizioni provinciali: di Pisa per il comune di Monteverdi con due parrocchie, di Grosseto per i due comuni di M. M. e Follonica con quattro parrocchie, di Livorno per 14 comuni con 27 parrocchie, delle quali 14 nell'isola d'Elba.
La diocesi di M.M., in un primo tempo dipendente direttamente dalla S. Sede, con bolla del 22 apr. 1738 di papa Innocenzo II fu resa suffraganea di Pisa e susc. cessivamente di Siena con bolla di Pio II del 19 maggio 1495.
I vescovi risiedettero fino al sec. IX a Populonia e dopo a M. M., ove nei secc. XII e XIII godettero autorità e titolo di principi. Il primo di cui si conosce il nome è Asello, che nel 501 sottoscrisse gli atti del Concilio romano sotto papa Simmaco.
Titolare della Cattedrale e patrono della città e della
diocesi è s. Cerbono o Cerbone, vescovo di Populonia, condannato da Totila ad essere sbranato dagli orsi nel 546-47 (s. Gregorio, Dial., I, 15; II, 34-35; la sua vita [BHL, 1728-29] dipende da quella di s. Regolo, che è del sec. VII o VIII [BHL 7102]). Sono pure degni di particolari memoria: s. Fiorenzo (m. nel 545); Paolo, eletto vescovo di Populonia nell'846 e inviato legato pontificio prima in Sardegna poi, con Formoso, presso i Bulgari; Alberto II, che fu vescovo fino al 1230 e compose il primo codice minerario intitolato Ordinamenta super artem fossarum rameriae et argentariae civitatis Massae; Antonio I da Riparia, vescovo di Massa nel 1364 e poi inviato dal papa nel Delfinato a reprimere l'eresia valdese; Giovanni VII, vescovo nel 1391, dotto giurista, cui fu affidato l'incarico di comporre in Polonia la lite fra il re Vladislau e i cavalieri teutonici; Leonardo Dati, vescovo nel 1467, illustre letterato e poeta; Ventura Bufalini, che partecipò alla ultima fase del Concilio di Trento e al suo ritorno iniziò la costruzione di un edificio a sede del Seminario; Alessandro II Petrucci, vescovo nel 1602, che restaurò la Cattedrale, eresse dalle fondamenta l'episcopio, fondò il monastero delle Clarisse di Piombino; Giuseppe Maria Traversi (m. nel 1872), che, primo in Toscana, istituì una cassa di mutuo soccorso tra i rurali. Tra i santi e beati nati o vissuti nella diocesi, vanno ricordati: s. Walfredo, fondatore e primo abate del monastero di Palazzuolo presso Monteverdi, m. nel 764; s. Guido della Gherardesca, conte di Donoratico, che visse da eremita nel bosco vicino al suo castello, ove costruì una cappella intitolata a s. Maria Assunta, e morì verso il 1134. Fra tutti eccelle s. Bernardino degli Albizzeschi, detto s. Bernardino da Siena (v. 1380-1444). Tra i beati dei vari Ordini religiosi sono da menzionare i francescani b. Ambrogio (m. nel 1239), b. Giacomo (m. nel 1366), b. Bernardo (m. nel 1241), e l'agostiniano Felice Tancredi, discepolo di s. Caterina da Siena e autore di un poemetto in versi sull'infanzia di Gesù.
La sede della diocesi, M. M., è una caratteristica citta-dina medievale, che conserva quasi intatte le sue mura, e annovera monumenti insigni, quali la Cattedrale di stile romanico, costruita nel sec. XIII in attestato di riconoscenza del libero Comune masscanto al vescovo-principe che aveva rinunziato ai suoi diritti feudali; fra le sue opere di arte il fonte battesimale, scolpito in travertino locale nel 1265 dai Maestri comacini, e l'arca marmorea per la reliquie di s. Cerbone, capolavoro del senese Goro di Gre-

Massa Marittima, diocesi di - Fonte battesimale, opera di Giroldo di Gizcomo da Lugano (1267) - Massa Marittima, Duomo.
gorio (1324). Altri monumenti: il Palazzo comunale e quello pretorio dal sec. XIII. Oltre M. M., i centri maggiori della diocesi sono: Piombino, sede di un principato fino all'inizio del sec. XIX ed ora la città più popolata della diocesi, e Portoferraio nell'Isola d'Elba. La popolazione, dedita prevalentemente all'agricoltura, all'industria mineraria e siderurgica, dal secolo scorso si è triplicata, in seguito soprattutto alla bonifica della Maremma e allo sviluppo industriale. - Vedi tav. XXIV.