MATILDE (MECHTILD) di MAGDEBURGO. - Mistica cisterciense, n. da nobile famiglia nel 1212, m. nel monastero di Helfta nel 1283. Favorita, fin dai 12 anni, di grazie mistiche straordinarie, lasciò la famiglia e visse, come beghina, a Magdeburgo, una vita di assidua preghiera e di eroica mortificazione sotto la guida dei Domenicani.
Là, nel periodo 1250-60, compose il libro meraviglioso delle sue visioni e rivelazioni, al quale il Signore ordinò di dare il titolo di Vliesende licht miner gotheit in allu dieherzen, die da lebent ane volscheit, comunemente conosciuto col titolo Das fliesende Licht e ne consegnò i fogli separati al domenicano Enrico di Halle, che li ordinò formandone 6 libri; un settimo M. ne aggiunse a Helfta, dove si ritirò nel 1270 dopo le molte incomprensioni e contraddizioni subite. A Helfta trovò Matilde di Hackeborn e Gertrude la Grande, più giovani di lei, sulle quali certamente influì con la sua opera, soprattutto riguardo alla devozione al S. Cuore, specialmente con la visione avuta da essa a Magdeburgo, ca. il 1290, nella quale le era apparso il Cuore di Gesù ferito, quale simbolo dell'amore del Redentore per gli uomini.
L'opera di M., che comprende prose, interrotte di tanto in tanto da poesie, dimostra in lei un gusto squisito e un talento poetico meraviglioso e fiorito; ma è soprattutto notevole come precorrittrice della devozione intensa al S. Cuore, di cui dipinse i tesori di bontà e di misericordia. Chiamata santa da parecchi autori, M. di M. non fu mai canonizzata, né consta abbia goduto di alcun culto pubblico.
Revelationes Gertrudianae et Mechtildianae, II, Parigi 1877, pp. 435-707. Studi: J. W. Preger, Gesch. der deutsch. Mystik im Mittelalter, I, Lipsia 1874, pp. 91-112; E. Michael, Gesch. des deutsch. Volkes, III, Friburgo in Br. 1903, pp. 187-99; H. Stierling, Studien zu M. V. M., Gottings 1909; C. Richstaetter, Herz-Jesu-Verehrung des deutsch. Mittelalter, 2ª ed., Paderborn 1924, pp. 77-82; O. Karrer, Die grosse Glut, Friburgo in Br. 1926, pp. 185-203; F. W. Wentzel-Segebert, Deutsche Mystik zwischen Mittelalter und Neuzeit, Tubinga 1947, p. 47 sgg. (con bibl. precedente). Celestino Testore