MATILDE (MECHTILD) DI MAGDEBURGO

punire gli stregoni, che hanno cagionato quella perdita. Il villaggio si riscatta da questo saccheggio, generalmente, con l'offrire qualche maiale o altro dono notevole. Il sepolcro (ogni famiglia ne ha uno) è sacro, tenuto ben pulito e ornato con piante odorifere, ed è il luogo più inviolabile. Portano il lutto ca. un anno; lo portano tutti i villaggi alla morte di un capo. Questo lutto consiste nel radersi la testa e tingersi tutto il corpo in nero con carbone di cocco. La donna in lutto veste meno elegantemente, ma con vesti più larghe, scendenti fino al piede. Celebravano la festa dei morti » (Jumalara), che è la festa più religiosa. Dopo si fa la piantagione degli ignami, che è preceduta da cinque o sei giorni di pesca generale, per tutti i villaggi di una baia. Il cibo, debitamente cucinato e preparato, è collocato in fondo alla capanna, dietro una stuoia, e s'invitano i defunti con lagrime e gemiti. Indi ciascuno si ritira, siede sul suo banchetto che è al fianco della porta della capanna, e parla delle glorie dei suoi antenati, mentre i morti si suppone stiano mangiando. Poi, stanchi di aspettare, battendo intorno alla capanna, congedano i loro morti invitati, e si congratulano della loro temperanza (i grandi devono mangiare poco). La famiglia non mangia il banchetto dei propri morti e offre il tutto agli amici e ai parenti. In ultimo, alla sera, si fa di nuovo fracasso per ricacciare le anime dei defunti (serii) alle loro tombe. C'è, dunque, il concetto dell'immortalità dell'anima. Quando uno muore, prescindendo da ogni considerazione di moralità, la sua anima s'incammina verso il Tum, paradiso animalesco, luogo di delizie, che si immagina abbia sede in una isoletta disabitata all'occidente dei Muju (Woodlark).

Nelle culture matriarcali è molto sviluppato l'animismo ed è presente anche la magia. Esiste l'infanticidio. Il culto del teschio viene praticato specialmente nelle società segrete. Queste usano le maschere a forma di torre, che sorpassano la testa e coprono il corpo, come nelle società Duk-Duk, o sono plastiche, e, quando il m. s'incrocia con il totemismo, raffigurano i rispettivi animali. Le maschere vengono adoperate dagli uomini delle società segrete, quando fanno le rappresentazioni, germe del futuro dramma, spesso congiunte con declamazioni e danze. Quando il m. s'incrocia con il totemismo vengono in uso i riti cruenti di fecondazione della terra, che nel m. più tardivo è messa in relazione con quella sessuale.

V. ECONOMIA ED ERGOLOGIA

Nel m. i mezzi di sostentamento della vita vengono dall'agricoltura, fatta prima con il bastone da scavo, poi con la zappa e finalmente con l'aratro, tirato da un animale, p. es., il bue (v. SISTEMI ECONOMICI). L'agricoltura non fu ritenuta in Australia. La zappa è di pietra, fissata ad un manico di legno con due legamenti. Sono proprie del m. le armi bianche e le armi contundenti, specialmente le pesanti mazze o clave. Si usa lo scudo piatto, spesso fissato ad una impugnatura. Gli strumenti musicali del m. sono il flauto di Pan e l'arco musicale, poi anche il tamburo in legno. La barca risulta di tavole, ma senza bilanciere, salvo per l'Australia ove è fatta di scorza di albero. Si fabbricano panieri, canestri e altri oggetti di uso per la pesca con lavori di graticciato plectogenico. La ceramica è dipinta ad ornamenti a forme rotonde, meandri e cicli concentrici. La casa è una capanna in legno, quadrata o rettangolare, con tetto a spaventati. Nella cultura stessa vengono sorgendo villaggi, che si reggono a regime democratico.

VI. ORIGINE

In base al complesso culturale matriarcale dei Lici e degli Irochesi il p. Lafitau concluse, come si è detto, per una loro dipendenza genetica. Questa conclusione, osserva il p. Koppers, era in fondo retta, ma per quel tempo era prematuro parlare, come fece quel missionario, di dipendenza tra i due popoli. È giusto scorgere una connessione tra i Lici e gli Irochesi, ma non è possibile concepirla attraverso un'emigrazione diretta dai territori pregressi all'America settentrionale. Siccome i Lici e gli Irochesi erano partecipi di un complesso matriarcale in ambito molto più vasto, era giustificato concludere nel senso di una loro dipendenza genetica, ma assolutamente arbitrario pensare a relazioni

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(da I costumi del mondo, a cura di W. Hutchinson, I. Milano 1915, fasc. 1, 4.) Matriarcato - Cerimonia della società segreta Duk Duk, per la iniziazione dei giovani al matrimonio. Le donne e i profani che tentino di penetrare i segreti della società sono puniti con la morte - Arcipelago di Bismarck

(da I costumi del mondo, a cura di W. Hutchinson, I, Milano 1915, tav. I, t.)

MATRIARCATO - Cerimonia della società segreta Duk Duk, per la iniziata del giovanile, al matrimonio. Le donne e i profani che tentino di penetrare i segreti della società sono puniti con la morte - Arcipelago di Bismarck.

dirette fra loro. Essendo il m. connesso con l'agricoltura, a questa parimenti si lega la questione delle origini. Secondo una tesi il m. è sorto nel vicino Oriente, in Mesopotamia; secondo un'altra è originario del sud-est dell'Asia orientale (v. SISTEMI ECONOMICI). Si ritiene comunemente dagli etnologi e da molti preistorici, che l'agricoltura è un'invenzione femminile, perché la donna, raccogliendo quotidianamente i frutti spontanei della terra, era portata naturalmente ad osservare la vita delle piante ed a concepire l'idea di coltivare. Il campo coltivato diviene una proprietà; i lavori del campo richiesero la sua vicinanza e la stabilità della dimora; di qui un cambiamento dei rapporti economici, giuridici, psicologici, tra l'uomo e la donna, tra moglie e marito (v. etnologia; primitivi).

VII. CONCLUSIONE

La Laviosa Zambotti ha rilevato l'importanza dell'agricoltura nella storia umana, dicendo che fu l'ultima grande corrente culturale a diffondersi fin negli angoli più lontani della terra, e a rimanervi relegata - quindi, presumibilmente, senza fondamentali alterazioni - fino alla diffusione mondiale, dopo il sec. XV, della civiltà occidentale europea. Se però si giudica il m. nelle sue forme più antiche e sotto l'aspetto morale, si deve dire che gli è mancata l'armonia delle relazioni e delle attività maschili e femminili. Infatti nel m., a detta del p. Schmidt, il padre non può essere abbastanza padre come dovrebbe esserlo, ma anche la madre non è madre nel modo e nella misura in cui potrebbe, perché è troppo sorella e figlia, troppo dipendente dal fratello maggiore e dalla madre. La prole è troppo unicamente sua e non è il frutto