MEDARDO, SANTO

MEDARDO, santo. - N. nel Vermandois, nella seconda metà del sec. V. La pietà, lo studio e la ca- rità verso i poveri furono la caratteristica della sua giovinezza. Verso il 540 fu eletto vescovo della ci- vilza Veronandorum, dove rimase fino alla morte, cioè al 557 ca.

Il re Clotario fece seppellire onorificamente il corpo di M. nella signoria di Crovv, presso Soissons; il figlio Si- geberto vi edificò una basilica dedicata al Santo, dove più tardi sorse la celebre abbazia benedettina. Dopo la morte, M. fu venerato come uno dei più grandi tauma- rughi del suo tempo. S. Gregorio di Tours ha nelle sue opere preziosi accenni sulla vita, la morte e i miracoli di M. (Hist. Francorum, IV, 19, 21, 52; IX, cap. 9; De Gloria Confessorum, cap. 95; Vitae Patrum, XIX, 2). I documenti più attendibili intorno alla vita di M. sono costituiti da una Vita in versi attribuita a Venanzio For- unato (BHL, 5863), ed una Vita in prosa redatta da un nonnino fra il 593 e il 612, sotto il regno di Teodeberto II (BHL, 5864). Se ne celebra la festa l'8 giugno.

BIBL.: J. Corblet, Notice historique sur le culte de st Médard, Amiens 1856; L. Lefebvre, St M., Parigi 1864; Acta SS. Junii, II, Parigi 1867, pp. 72-105; S. M. Becu, Dissertation sur quelques dates et quelques faits contestés de la vie de st M., in Comptes rendus et mémoires de la Commission d'archéologie, II, Noyon 1867, pp. 307-20; L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, III, Parigi 1915, p. 102; H. Leclercq, s. V. in DACL, XI, Emanuele Romanelli