MEDINA, MIGUEL. - Teologo francescano, n. a. Belalcazar (Cordova) nel 1489, m. a Toledo il 10 maggio 1578. Studiò e poi insegnò S. Scrittura nell'Università di Alcalá. Nel 1562 fu inviato da Filippo II al Concilio di Trento, ove difese la dottrina delle indulgenze e il celibato ecclesiastico, e dove iniziò, per incarico dei cardinali legati, la confutazione delle Centurie di Magdeburgo. Nel 1571 fu eletto, a Roma, definitore generale dell'Ordine.
Sostenne una lunga polemica con Domenico Soto, O. P., che con le Annotationes (Salamanca 1554) aveva censurata la dottrina del francescano Giovanni Wild (Ferus) scrivendo l'Apologeticum locorum quorumdam 7. Feri (Alcalá 1558). Soto rispose e M. replicò, tentando una riabilitazione generale del Wild. Citato davanti alla Inquisizione di Toledo, fu incarcerato per tutto il tempo del suo processo di lunga durata (1572-78). Già gravemente infermo, fu riportato nel Convento di S. Juan de los Reyes, ove morì. Dopo la morte fu riabilitato dal S. Uffizio, ed il suo Apologeticum, come le opere del Wild, furono tolte dall'Indice nella revisione del 1900.
Delle sue opere quattro toccano argomenti trattati al Concilio di Trento: Christianae paraneensis sive de recta in Deum fide libri septem (Venezia 1564); Disputatio de indulgentiis adversus nostrae tempestatis haereticos (ivi 1564); Explanations in quartum Symboli apostolici articulum (ivi 1564); De sacrorum hominum continentia (ivi 1559); Scrisse pure in volgare, con stile chiaro ed elegante: Tractado de la christiana y verdadera humildad e l'Exercicio de la verdadera y christiana humildad (Toledo 1570).