MENANDRO (Menandros). - Uno dei più antichi gnostici, discepolo di Simone Magno. N. a Kaparataia (s. Giustino, Apol., I, 26), nel sec. I d. C., svolse la sua attività dottrinale ad Antiochia in Siria.
Secondo s. Ireneo (Adv. haer., I, 17-23) egli si diceva inviato dagli eoni invisibili per la salvezza degli uomini. Insegnava che il mondo era stato fatto dagli angeli, emanazioni della ragione eterna (ἐννοίας). Si distinse dal suo maestro Simon Magno insegnando che il suo battesimo rendeva immortali e rifiutando il libertinismo di lui. Fu maestro di Saturnino o Saturnilo e di Basilide, dei quali il primo insegnò ad Antiochia, il secondo in Alessandria. Sembra che alla dottrina di M. si avvicinasse molto quella di Saturnino (Ireneo, I, 18; Ippolito, VII, 28; Eusebio, Hist. eccl., IV, 7; Epifanio, Haer., 23; Teodoreto, Haer. fab., I, 3). M. ha procurato probabilmente il passaggio della gnosi orientale a quella ellenica.
prot. Theol. und Kirche, XII, p. 574 sg.; F. Schulthess, Die Sprüche des Menander aus dem Syrischen übersetzt, in Zeitschrift für alttestam. Wissen. 32 (1912), pp. 190-224; F. P. Steffes, Das Wesen des Gnostizismus, Münster 1922. Lucchesio Spätling