MENA, JUAN de. - Poeta spagnolo, n. a Cordova nel 1411, m. a Torrelaguna nel 1456. Studiò per qualche tempo a Roma, ove si iniziò alla cultura umanistica; al ritorno in patria fu

Subi il fascino della Commedia dantesca, da cui, oltre che dall'Eneide e dalla Farsalia, derivò suggestioni per il poema allegorico in ottave di dodecasillabi El laberinto de Fortuna: viaggio alla « gran casa » ultraterrena, dove, guidato dalla Provvidenza in sembianza di bella donna, il poeta scorge la « máquina mundana », fatta di ruote e circoli denominati dai pianeti e popolati di spiriti. Dell'Alighieri, M. persegue anche la tendenza a riconnettersi con la vita terrena mediante episodi attinti alla leggenda o alla storia, che costituiscono la sezione artisticamente più felice del ponderoso lavoro e il primo tentativo di una celebrazione della vicenda nazionale. Meno valido l'incompiuto sermone rimato Coplas contra los pecados mortales; ma tutta l'opera di M., dallo stile vigorosamente personale, s'intorbida spesso di iperbati e di esotismi, illimpidendosi solo nelle zone di raggiunta poesia.
rev., 3 (1912), pp. 223-79; J. M. Aguado, Heredades y casas... de J. de M., in Bol. Ac. esp., 19 (1932), p. 499 sgg. e 22 (1934), p. 49 sgg.; A. Valbuena Prat, Historia de la literatura española, I, Barcellona 1946, pp. 238-55. Enzo Navarra