MENDE, DIOCESI di. - Diocesi e città capoluogo del dipartimento della Lozère (Francia), sulla riva sinistra del Lot. Ha una superficie di 5000 kmq., con una popolazione di 95.000 ab., dei quali 80.000 cattolici. La diocesi è divisa in 4 arcidiaconati, 28 decanati, 215 parrocchie servite da 400 sacerdoti diocesani e 15 rego-
lari, grande e piccolo seminario (Ann. Pont., 1951, p. 268). La diocesi appartenne alla I Aquitania e la primitiva residenza fu Gabales, il cui nome si è trasformato in Javouls.
La chiesa di Gabales fu rappresentata al Concilio di Arles (a. 314) dal diacono Genialis. Molto più tardi la tomba venerata del vescovo martire s. Privato fece divenire M. centro religioso del Gévaudan. Quanto all'età in cui visse il vescovo Privato, Gregorio di Tours (Hist. Francorum, X, 29; Virtutes s. Iuliani, 30) lo pone all'età di Valeriano e Gallieno e messo a morte dall'invasore alamanno Croco; Fredegario invece nella sua Cronaca (II, 60) fa di Croco un re vandalo, quindi ca. l'anno 407; L. Duchesne preferisce porre l'invasione di Croco all'inizio dell'Impero di Costantino, forse prima del Concilio d'Arles (Pastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, 2ª ed., Parigi 1910, pp. 54-55 e 124-26); da ultimo G. Bardy ritiene sia preferibile attenersi a Gregorio di Tours (Recherches sur un cycle agiographique. Les Martyrs de Chrocus, in Rev. de l'hist. de l'Egl. de France, 21 [1935], pp. 5-29).
S. Privato è ricordato nel Martirologio geronimiano del 21 ag.; egli è menzionato anche da Fortunato (Carm.

(fot. Museo del Palazzo Bellomo - Siracusa)
(per cortesia del prof. E. Josi)
La Cattedrale odierna, dedicata a Notre-Dame e a s. Privato, è stata costruita in gran parte a spese del papa Urbano V (1362-70) la cui statua in bronzo s'erge (1874) dinanzi alla facciata che è preceduta da un portico costruito nel 1900. A destra e a sinistra si elevano due campanili; quello a sinistra, più alto, fu fatto innalzare dal vescovo F. della Rovere (1504-24). Contenne la grande campana detta la « non pareille » del peso di 20 tonnellate; spezzata nel 1579, resta l'enorme batacchio alto m. 2,15. L'interno è a tre navate, senza transetto. Il coronel 1692 fu separato da un « jubé » in legno le cui decorazioni ornano oggi in parte la cappella del fonte battesimale. Della stessa epoca sono gli stalli del coro con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. Sull'altare maggiore è esposta la « Vierge Noire » o « Notre-Dame de M. », portata dalla Palestina dai Crociati. Sotto le vetrate del coro stanno otto arazzi di Aubusson (1708) che rappresentano scene della vita della Madonna. Sotto la navata centrale si trova la cripta con la tomba del vescovo s. Privato e avanzi della chiesa pri-
mitiva. M. ebbe molto a soffrire per i saccheggi degli ugonotti nel 1562 e dell'avventuriero Merle dal 1573 al 1581. Mons. Claudio de Rosseau restaurò la Cattedrale nel 1608. Fra i santuari centri di pellegrinaggio, oltre la statua della Madonna nera nella Cattedrale, si ricordano l'eremitaggio di S. Privato, « Notre Dame de Quézac » fin dal 1052; « Notre-Dame de tout pouvoir » a Langogne.
M. fu prima suffraganea di Bourges; Innocenzo XI nel 1678 la pose alle dipendenze di Albi. La locale « Société des lettres, sciences et arts de la Lozère » ha costituito un museo con collezioni di geologia, archeologia e ceramiche gallo-romane.