MERODACH-BALADAN II (babil. Marduk-apal-iddina « Marduk a me diede un figlio [primogenito ed] erede »). - Re di Babilonia, n. prima del 755 e m. dopo il 700 a. C.; regnò dal 721 al 710 e nel
703. Fu originariamente uno sceicco ricchissimo dei Bit-Jahin, abitanti nel Mât tâmi («Terra del mare»), sulle foci dell'Eufrate e del Tigri, una delle cinque tribù caldee (le altre quattro erano: Bit-Dakhâri, Bit-Amuhâni, Bit-Ša'alla, Bit-Šilani), per le quali divenne l'anima della resistenza contro il predominio assito ed il campione della libertà, essendo uomo di grande abilità diplomatica, energico ed audace, ma non altrettanto dotato di ingegno militare. La sua politica di alleanze è ben nota anche da Is. 39, 1-8, passo identico a II Reg. 20, 12-19: legazione ad Ezechia, re di Giuda (721-693).
Per la prima volta sperimentò gli Assiri dopo la battaglia di Sapia (731), dando a Thegathphalasar III (745-728) un validissimo tributo e «baciandogli i piedi». Negli anni susseguenti stabilì una intesa fra le varie tribù Caldee ed Aramee, si assicurò l'aiuto di Ijumbaniğâ, re di Elam (747-718). Sfruttando l'occasione dell'avvento al trono di Sargon, suscitò nel 722 la sua prima ribellione e s'impadronì del trono di Babilonia. Quando Sargon accorse contro gli alleati, M.-B. non arrivò a tempo a Dêr, ad est del Tigri, e gli Elamiti da soli non riuscirono a dare a Sargon un colpo decisivo. Mentre M.-B. allontanava da sé gli animi, e specialmente quelli dei sacerdoti influenti nella «città degli dèi», con una politica troppo favorevole ai Caldei e con la confisca dei beni dei partigiani degli Assiri, Sargon ebbe tempo di consolidare il suo Impero in Siria e Palestina, in Urartu e nella Media, e nel 710 era pronto all'assalto. La prima delle sue armate, occupando Bit-Alhara e la regione dell'Unqâ, tagliò le comunicazioni con l'Elam. L'altra, a marce forzata, traversò l'Eufrate presso Borsippa, a sud di Babilonia. I ricchi doni inviati da M.-B. al re di Elam Sutur-Nabhunte (717-699) non determinarono questi ad inviare un esercito. Allora M.-B., facendo riti di penitenza, fuggì nella sua tribù nativa, dove si fortificò a Iqbi-Bel e più tardi a Dâr-Jahin tagliando le dighe e sommergendo la campagna. Nondimeno i soldati di Sargon «sorvolarono le acque come aquile», assediarono e presero Dâr-Jahin. Secondo l'opinione più probabile M.-B., ferito, seppe fuggire da solo, mentre la città andava saccheggiata e distrutta.
M.-B., riapparve sulla scena dopo la morte di Sargon, negli aa. 705-703. Con grande prudenza non s'impadronì subito del trono «vacante» (Sennacherib esitò a prendere le mani di Bel), ma tollerò che i Babilonesi elevassero degli usurpatori, i quali si fecero odiare dal popolo. Nel frattempo ristabilì le alleanze antiche, specialmente con l'Elam, ed in più con tribù arabe, prendendo contatto persino con l'ovest (qui più probabilmente va inserita la legazione ad Ezechia); ora era cosa facile per lui di cacciare l'usurpatore Marduk-zakirum. A Sennacherib gli alleati contrapposero una grande armata, presso Kuta, sotto generali elamiti, ma un'altra volta l'impresa fallì per un errore strategico, e M.-B. prese la fuga. Sotto il regime del vicerè Bel-ibni, poco capace, seppe di nuovo stabilirsi a Bit-Jahin; ma all'accorrere di Sennacherib, nel 700, «prese da tutta la terra gli dèi, e dai cofani le ossa dei suoi padri, ed il suo popolo e caricandoli su navi salpò (sbarcando) a Nagitu-Raqqâ, in Elam, dove morì» (Sennacherib). I suoi discendenti si opposero accanitamente agli Assiri, nel 694, ed è possibile che vi sia qualche relazione tra la sua famiglia e quella di Nabopolassar, fondatore dell'Impero neobabilonese.