MICHOL (ebr. Mikhäl: «chi è potente?» [?]; «l'Onnipotente» [?]; «chi come Dio?» [?]). - Saul (v.), più giovane della sorella Merob. DAVIDE (v.), negata che gli fu Merob, dovutagli come vincitore di Golia (cf. I Sam. 17, 25), per aver in moglie M. accettò di pagare a Saul, pericoloso dono nuziale, duecento prepuoi di Filistei uccisi (ibid. 18, 17-29).
M. amò ardentemente David, e lo sottrassò alle mortali ricerche del padre calandolo da una finestra; inoltre, per ritardarne l'inseguimento, lo fece credere, con abile stratagemma, malato a letto (ibid. 19, 11-17). Allora M. fu dal padre, per vendetta, data in moglie a un certo Phatliel (ibid. 25, 44). Ritornò in seguito, richiesta, a David re in Hebron (ibid. 3, 12-16), ma, sembra, non così devota come per il passato. La si vede infatti sfrecciare amari sarcasmi contro David per aver egli danzato dinanzi all'arca durante la traslazione a Gerusalemme (ibid. 6, 16-22).
Morì senza lasciar figli (ibid. 6, 23). Forse la sua sterilità, causa di tanta inferiorità rispetto alle altre mogli del Re, influì assai a renderla suscettibile e scontrosa.